Zorzi: “Il pallonetto non mi piace, sarebbe da vietare”

Zorzi: “Il pallonetto non mi piace, sarebbe da vietare”

Tanti anni fa, il mio carissimo amico e compagno di squadra Andrea Gardini, mi raccontò un episodio che ha segnato indelebilmente il mio rapporto con i pallonetti. Il racconto comincia così: siamo all’inizio degli Anni ’80, una squadra di Ravenna, in quel periodo era una delle patrie del volley italiano, sta partecipando ai campionati universitari. In un momento critico del match, il “mitico” Paolo Turchetti subisce quattro murate mostruose consecutive (allora non erano ancora nati i “Monstre Block”)! L’allenatore, il compianto Nerio Zanetti imbestialito, chiama un time out e con uno sforzo sovrumano invita con voce pacata e tranquilla lo stesso Turchetti a fare qualche pallonetto per evitare il muro avversario. La risposta impassibile fu: “Ma secondo te, ho fatto 400 chilometri per fare dei pallonetti!”.

400 CHILOMETRI

—   Il tutto in stretto dialetto romagnolo (che non so riportare), ma che aumenta di 1000 volte la comicità dell’evento. Ebbene, da quel momento io e i pallonetti non abbiamo mai avuto un buon rapporto. Ogni tanto bisogna farli, perché non c’è proprio altra soluzione tecnica per evitare gli avversari, ma farne tanti è considerato “disonorevole”. Un vero schiacciatore schiaccia, non fa pallonetti! Poi il tempo passa, le tecniche cambiano, la pallavolo si evolve in maniera continua e ci ritroviamo nel 2021 a vedere tonnellate di pallonetti sia a livello di club che di manifestazioni internazionali. Ci sono quelli classici; mano a cestello sotto la palla che supera il muro per cadere dentro i tre metri nel campo avversario. Ci sono quelli spinti; si prende la palla e la si manda direttamente verso il basso. Da tempo immemore esistono le “spazzolate; si strofina dolcemente la palla sulle mani del muro avversario per ottenere “un mani fuori”. Infine, sono comparsi anche i pallonetti a due mani; sono gli ultimi nati e hanno avuto un rapidissimo successo. Tra i primi ad usarli con continuità in Italia è stato il francese Thibault Rossard (oggi a Piacenza), seguito a ruota e con successo anche dal lunghissimo Alessandro Michieletto (che a Trento ha raccontato come oggi sia arrivato a toccare i 2 metri e 11 centimetri).

DESTREZZA E FURBIZIA

—   Pur riconoscendo e apprezzando la furbizia e la destrezza di chi riesce a trasformare una situazione critica in un punto a favore della propria squadra, resto comunque scettico sulla legittimità morale ed etica del pallonetto. Durante l’ultima Olimpiade di Tokyo ho sperato addirittura che la federazione internazionale intendesse limitare l’intollerabile abuso dei pallonetti; invece, è stato un fuoco di paglia. Durante gli ultimi Europei e nell’attuale campionato di Superlega assistiamo ad un fiorire di “pallonettitudine”. Dichiaro quindi, che intendo farmi portavoce del nascente comitato che chiede l’abolizione dei pallonetti dal regolamento della pallavolo: l’unico pallonetto possibile è quello fatto con le nocche della mano (come è consentito nel beach volley). In questo modo semplificheremmo di molto il compito agli arbitri e allungheremo la durata delle azioni del volley: due piccioni con una fava. Sono aperte le iscrizioni per la petizione!

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/15-10-2021/volley-zorzi-il-pallonetto-non-mi-piace-sarebbe-vietare-4201834152262.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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