Vullo “gioca“ Civitanova-Perugia: “La finale scudetto è questione di testa“

Vullo “gioca“ Civitanova-Perugia: “La finale scudetto è questione di testa“

Una quindicina di finali scudetto, di cui 8 vinte. Oggi Fabio Vullo, grande palleggiatore del passato prossimo, è il commentatore della Rai in questa finale fra Perugia e Civitanova. “Credo che vedremo una bella partita”, spiega il regista di Massa. “Perché con la vittoria di domenica la Sir sa di avere riaperto la serie. Adesso può pensare di arrivare alla quinta. Giannelli è stato più lucido nella distribuzione, Leon più efficente in attacco e ha avuto in Rychlicki un elemento decisivo. Perché questa finale si gioca su 3 piani: tattico, tecnico e mentale. Il grande merito della Lube è stato che per 5 partite (le ultime di semifinale e le prime di finale, ndr) è stata perfetta nel mettere in campo la migliore pallavolo che è in grado di esprimere oggi. In più Blengini è stato davvero bravo nel gestire la panchina, riuscendo anche a ‘riabilitare’ un giocatore come Juantorena, che non era certo abituato a stare tanto in panchina e quindi a dare il meglio nel momento in cui entrava”.

MURO

—   In gara-3 questo sistema è entrato in crisi. “Perugia è riuscita a contenere molto bene Simon, che è stato più marcato del solito, anche a costo di lasciare Zaytsev senza muro in qualche rotazione da seconda linea. Ivan sa di non essere al massimo fisicamente e gli vanno fatti i complimenti per come riesce a stare in campo, rendendosi utile alla squadra anche in altri fondamentali. Quando entra Gaby Garcia, il portoricano, invece la distribuzione di De Cecco cambia molto e l’uscita da seconda linea diventa più usata. Ma in quel cambio, che prevede l’inserimento di Kovar per Yant, la Lube toglie continuità a questo ragazzo che sta facendo grandi finali”.

EFFETTO “TESTA”

—   “Questo tipo di partite hanno una forte componente psicologica che magari di fuori si legge poco. L’intensità dei match dal punto della attenzione è pazzesca. Parliamo di due ore e più tutte al massimo. E lo si nota in una copertura, in una palla difesa in più. E come ha giocato Civitanova anche senza palla, nella semifinale con Trento, è stato decisivo. C’è stato un salto di qualità. E’ lì che può cambiare l’equilibrio della serie - continua Vullo -. Il salto di qualità c’è stato anche quando Civitanova ha scoperto che Simon non solo è un grandissimo giocatore, ma che incarna anche le caratteristiche del leader e che lo sa fare bene in campo”. Perugia è Leon dipendente? Quello che ha detto anche gara-3. “Credo che tutte le squadre che hanno Leon abbiano queste caratteristiche. A lui si appoggiano tanti palloni che lui poi deve mettere giù. Credo che Perugia in questa serie abbia pagato le assenze al centro e anche certi alti e bassi di Solé che con Modena era andato benissimo. Su Giannelli credo che nelle prime due gare si sia preoccupato troppo di pensare a quello che stava succedendo o alle difficoltà che avevano. In quei casi è meglio, per qualche punto, lasciarsi guidare dall’istinto. Poi tornare a usare la tattica di partita come la si è preparata. Ma ogni tanto lasciare libera la fantasia è una soluzione. Perché la differenza la fa sempre se anticipi l’avversario o se subisci le sue scelte. Nelle finali scudetto devi essere sempre lepre e non cacciatore…”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/11-05-2022/volley-la-finale-scudetto-civitanova-perugia-questione-testa-440440582702.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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