Vibo, in campo con la mascherina: “Per noi e per salvare la Superlega“

Vibo, in campo con la mascherina: “Per noi e per salvare la Superlega“

“Lo abbiamo fatto per non compromettere il mese di gennaio che per la nostra squadra può essere decisivo ai fini della classifica”. Davide Saitta, capitano della Tonno Callipo Vibo Valentia, riassume così la scelta di tornare a giocare – giovedì 6 gennaio nella sconfitta 3-1 contro Modena e oggi alle 15.30 contro Milano – indossando la mascherina. In campo internazionale e nelle serie minori non è una novità, ma nel massimo campionato italiano quello visto giovedì in Calabria è un nuovo capitolo nella lotta contro il Covid che da fine febbraio 2020 prova a mettere i bastoni tra le ruote a tutto lo sport.

SPOGLIATOIO

—   La decisione tra i giocatori di Vibo Valentia è maturata all’interno dello spogliatoio dopo che per alcune settimane la squadra di coach Baldovin non è scesa in campo a causa di positività. “Ci aspetta un mese impegnativo dove oltre alle regolari partite in calendario dovremo giocare anche i recuperi – continua Saitta -. Probabilmente una gara ogni tre giorni e non possiamo permetterci altri casi in squadra (fino a 3 positività tra i giocatori la partita si gioca, ndr). A oggi quattro giocatori più alcuni membri dello staff sono stati colpiti dal virus. Non possiamo rischiare perché in queste settimane ci giochiamo molto nella corsa salvezza (Vibo si trova al penultimo posto con 9 punti, ndr). Dopo aver testato le mascherine in sala pesi, abbiamo iniziato a usarle in palestra. E da qui l’idea di metterle anche durante le partite”. Senza dimenticare le preoccupazioni famigliari: “C’è chi ha figli e mogli a casa, qualcuno è in dolce attesa – prosegue il regista -. Nello spogliatoio abbiamo pensato che se c’è una minima possibilità di ridurre il rischio è giusto provarci. Anche se non ci sono indicazioni mediche specifiche al riguardo”. Di sicuro non è facile giocare con la mascherina. “All’inizio bisogna abituarsi, anche con la respirazione – prosegue Saitta -. La complicazione è quando durante i time out beviamo”.

DAL BRASILE

—   Nei due anni di convivenza con questo virus, in campo internazionale alcuni giocatori di vertice brasiliani hanno adottato l’utilizzo delle mascherine in campo. Macris, regista del Brasile femminile e del Minas, e Lucas, centrale oro a Rio e in forza al Volei Clube Campinas. Entrambi sia nelle gare di club sia in quelle con la maglia verdeoro (quest’estate ai Giochi e alla Vnl di Rimini) indossano la mascherina. “Anche noi le abbiamo ordinate in Brasile – continua il 34enne siciliano -. Le ha ordinate per tutti Mauricio Borges (uno dei due giocatori brasiliani nella rosa di Vibo, l’altro è il centrale Flavio, ndr). Sono mascherine che hanno un filtro da sostituire a ogni partita e sono anche lavabili. In attesa che arrivassero, contro Modena ci siamo organizzati con quello che avevamo. Mauricio ha distribuito le mascherine che aveva mentre altri piuttosto che usare quelle classiche hanno preferito evitare”.

SPERIMENTAZIONE

—   In tutto questo resta una domanda alla quale i club e i giocatori potrebbero rispondere. Durante l’estate 2020 il Politecnico di Torino aveva ideato una mascherina in grado di agevolare la respirazione. Un’ipotesi che la Lega Volley aveva preso in considerazione. Queste mascherine erano state distribuite agli atleti in prova per gli allenamenti. Una sperimentazione che, in una fase diversa della pandemia – partite a porte chiuse, continui tamponi - non ha trovato il gradimento degli atleti. Prima della presa di posizione dei giocatori di Vibo Valentia.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/09-01-2022/volley-vibo-campo-la-mascherina-per-noi-salvare-superlega-430823724403.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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