Superlega: Perugia vince. Taranto batte Modena e si salva. Che colpo Padova!

Superlega: Perugia vince. Taranto batte Modena e si salva. Che colpo Padova!

MODENA-PERUGIA 1-3 (21-25, 32-30, 23-25, 22-25) Perugia si conferma regina ed esce con vittoria e tre punti dall’Arena di Monza, centrando l’ottava vittoria consecutiva in campionato. La squadra di Grbic, che schiera tutte le seconde linee, gioca una partita granitica a muro e trova ottimi Ter Horst (Mvp da 26 punti) e Rychlicki. Per Monza, una buona gara in vista della finale di andata di Coppa Cev (mercoledì in casa con il Tours), ottimo Grozer (da 29 punti) e Davyskiba, ma la squadra ha sprecato alcune occasioni alla portata che hanno indirizzato il match. Eccheli parte con Orduna-Grozer in diagonale, Beretta-Galassi centrali, Dzavoronok-Katic schiacciatori e Federici libero. Grbic schiera Travica in regia opposto a Rychlicki, Ter Horst e Plotnytski in banda, Ricci e Mengozzi al centro con Piccinelli libero. La partita prova a farla Monza, avanti 4-0, ma a 8 è già parità. Monza è solo Grozer (8/11 in attacco, il resto della squadra 6/18), Perugia ha comunque 8 punti da Ter Horst (come il tedesco), ma è la squadra, soprattutto a muro (1-6) a fare la differenza, soprattutto quando ne arrivano due tra il 19-19 ed il 19-22 che indirizza il parziale a favore degli ospiti, che chiudono 21-25. Monza (con Davyskiba per Katic) parte bene anche in avvio di seconda frazione con Dzavoronok, ma sul 14-11 si spegne. 6 punti consecutivi della Sir, ma dopo il timeout Eccheli riemerge Grozer che con 3 punti consecutivi, nonostante le ottime difese di Perugia, contro-sorpassa 18-17 (con Gaggini dentro per l’acciaccato Federici). Finale tiratissimo, ma dopo il primo set point di Perugia (annullato) i locali, che si appoggiano tanto a Grozer, chiudono 32-30 con un muro di Davyskiba. Squadre che rifiatano in avvio di terza frazione. Perugia sbaglia tanto in battuta (6 volte nei primi 12 punti di Monza), ma in attacco resta fluida, con il muro di casa che tocca poco o nulla. Break ospite (20-22), contestazioni di Perugia sul punto del 22-23 (Grozer) per una sospetta giocata di Orduna (in seconda linea), ma alla fine chiude Ricci 23-25 per l’1-2. Stavolta parte meglio Perugia (2-6), ma Monza rientra e prova a scappare (15-12), perché i padroni di casa trovano un ottimo Davyskiba (7 punti nel set). Con Ter Horst di nuovo caldo, Grbic cambia la diagonale e Giannelli prima mura il bielorusso per il 19 pari, poi con 2 ace di fila spinge gli ospiti al 20-23. Murone di Dardzans su Grozer (21-24), prima dell’errore di Galassi (rientrato per un impalpabile Grozdanov) che chiude il match 22-25 e 1-3.

TARANTO – MODENA 3-1 (25-21, 25-23, 17-25, 25-18) Un’altra magata di coach Vincenzo Di Pinto in panchina – specialista di stagioni miracolose in Superlega - e dei suoi giocatori in campo (Randazzo e Joao Rafael su tutti) regala a Taranto un successo da tre punti che vale la salvezza contro un Modena che alla fine non ha fatto sconti schierando la miglior formazione possibile (fuori solo l’infortunato Nimir sostituito solo inizialmente da Sala, regolarmente in campo, invece, Leal, Ngapeth e Stankovic). Sotto gli occhi attenti del ct della nazionale azzurra De Giorgi – che ha potuto ammirare uno Stefani sempre molto lucido e concentrato, Taranto ha giocato con la carica agonistica di chi ha affronta l’impegno come una questione di vita o di morte. Percentuali in attacco molto buone per la squadra pugliese che nel primo set ha avuto un’efficienza addirittura del 70% ed una fase di muro-difesa attentissima (9 muri nei primi due parziali, 14-5 il resoconto finale). Il match probabilmente si è deciso già nel secondo set quanto Taranto sotto anche di 4 punti (8-12) è stata capace di ribaltare completamente la situazione piazzando un break fondamentale andando dal 18-20 al 22-20 grazie a due punti a testa di Stefani e Di Martino (per lui due muri consecutivi). Nel terzo set si è rivista Modena che ha vinto in scioltezza sfruttando un calo psico-fisico dei padroni di casa che però nel quarto parziale hanno messo in chiaro le cose andando immediatamente sul 6-0, piazzando addirittura 4 muri consecutivi. Un vantaggio che la Gioiella Prisma Taranto è riuscito a tenere sino alla fine, grazie ad un attenta fase muro-difesa e ad un cambio palla regolare. Il boato del Palamazzola al punto finale di Randazzo (mvp del match) è qualcosa che capitan Falaschi e compagni ricorderanno a lungo.

RAVENNA-CISTERNA 1-3 (25-20, 11-15, 25-21, 19-25) La Top Volley erige un muro troppo solido (ch potrebbe valere i playoff!) per la peggiore squadra della Superlega e vincendo 1-3 al De Andrè sigla forse il passo d’addio dell’impianto ravennate, mentre termina (nell’ultimo turno riposerà) un campionato assurdo, sbagliato, improbabile in casa Consar Rcm, dove adesso sembrano esserci addirittura dubbi sull’opportunità di continuare l’attività in A2 o al limite in A3. Sarebbe l’affronto finale per una città ed una passione che non possono avere colpe ancora così gravi da espiare. Partenza con buon livello di concentrazione in casa Consar, niente di tutto questo invece da parte laziale (6-3), con Soli che deve richiamare subito i suoi a maggiore impegno. Ma non c’è trippa per gatti, la Top Volley resta schiava di un impatto di tensione insufficiente e Klapwijk e le difese di Goi traghettano Ravenna sul 20-14 e poi ad una facile chiusura. Cambio di scenario nel secondo set, perché la Top Volley adesso non può rischiare nulla e va prima 3-7 e poi 3-11. Zanini inserisce Bovolenta, reduce da febbre, poi cambia la diagonale con Queiroz e Dimitrov, ma il set è in discesa per gli ospiti che adesso leggono bene le trame romagnole e costringono l’attacco di casa al 27%. Non cambia niente per Ravenna all’inizio del terzo set (1-6), con Queiroz che non ingrana mai la marcia giusta per i suoi martelli. Cisterna si illude anche ad inizio terzo ma questa volta la Consar reagisce e torna a contatto sull’8-9. Adesso è Klapwijk contro Top Volley e per poco non riesce l’aggancio (19-21), scongiurato da Soli con un time-out propedeutico ma poi anche da un invasione da seconda linea concessa dalla coppia arbitrale, visto che sarebbe stata la palla del 22-22. Giallo a Zanini, molte (anche troppe) proteste dalla panchina di casa, 21-24, poi chiude Raffaelli a muro. Con la ‘garra’ ereditata dalla chiusura del terzo la Consar non intende lasciare scappare Cisterna, che però ci riesce sull’errore di Vukasinovic ed il muro su Klapwijk (6-10). Torna Ravenna (14-16) ma è l’ultimo sforzo: la Consar chiude a quota zero vittorie, a meno che non venga sancito l’errore tecnico. Ma, dopo il campionato più assurdo della storia di Ravenna, ci mancherebbe pure questa…

TRENTINO – MILANO 3-2 (28-30, 25-21, 25-20, 23-25, 15-9) Trento ipoteca, almeno, il terzo posto finale di questa regular season. Grazie al successo su Milano al quinto set ed al contemporaneo stop di Modena a Taranto la squadra di Angelo Lorenzetti ipoteca matematicamente un posticino sul podio virtuale della stagione regolare, con la Lube che dovrà vincere anche la gara in meno giocata rispetto ai trentini per issarsi al secondo posto. Contro i meneghini va in scena una partita tirata e combattuta, nella quale l’Itas ha saputo trovare in Kaziyski e Michieletto le chiavi per avere ragione di un’Allianz fatta girare molto bene da un ottimo Paolo Porro in cabina di regia e che ha tirato fuori dal cilindro un ottimo Romanò opposto che non ha fatto rimpiangere Patry. In avvio, quindi, Piazza deve fare a meno di Patry, bloccato dal Covid-19, così in diagonale a Porro c’è Yuri Romanò. Mentre Lorenzetti, così come contro Berlino tre giorni prima, deve fare a meno di Lavia (a referto come secondo libero con De Angelis schiacciatore) così si rivede ancora un opposto di ruolo con Pinali in diagonale a Sbertoli. Il primo break, sul 9-6, arriva con un intelligente mani-out di Michieletto e con il muro di Pinali, prima che ancora il Golden Boy azzurro non trovi l’ace dell’11-9 che spinge Piazza a fermare il gioco. Dopo mezzo set Milano conta già 5 errori in battuta a furia di spingere al servizio (13-12), ma è soprattutto quando il contrattacco funziona che l’Allianz riesce a mettere la freccia. È 13-15 dopo il diagonale di Ishikawa ed il muro di Piano su Pinali, con Lorenzetti che ferma tutto, Michieletto è scatenato (già 7 punti personali a metà parziale) ma per il resto Trento fatica a mettere palla a terra. Piano stampa a muro Kaziyski per il 20-22 e Lorenzetti si gioca anche l’ultimo time-out discrezionale, poi Romanò invade e si torna in parità sul 22-22. Si entra nei palloni decisivi, si entra nella “zona Kaziyski” autore del 23esimo punto dei padroni di casa mentre il 24esimo è firmato Lisinac con una rocambolesca palla piazzata da posto-6. Coraggio da vendere per Romanò che impatta sul 24-24 grazie ad un ace mancino a tutto braccio in posto-1, ai vantaggi poi a risolvere tutto a favore di Milano sono due punti di fila del giapponese Ishikawa. Milano inizia bene anche il secondo set, 3-5 con ace di Jaeschke, ma Sbertoli dalla linea dei nove metri ripristina la parità sul 6-6. La reazione dell’Itas passa dalle manone di Matey Kaziyski (9 punti personali nel secondo set), suoi i punti dell’11-9 ed i due ace del 14-10 che costringe Piazza a fermare le ostilità. Romanò tiene i suoi in corsa con i due punti di fila del 19-16, prima di trovare anche un ace per il 20-18 che spinge Lorenzetti a richiamare i suoi. Quando Pinali mette a terra l’attacco del 22-18 allora è Piazza che usa il suo ultimo time-out, la battuta vincente di Mosca per il 24-21 tiene vive le ultime speranze dell’Allianz vanificate però dall’errore successivo dai nove metri proprio del giovane centrale. Anche il terzo parziale si apre nel segno di Kaziyski: in battuta il bulgaro rende dura per Milano fare cambio-palla (muro di Michieletto per il 7-4), prima che l’attacco out di Romanò non faccia scrivere 11-5 sul tabellone elettronico di via Fersina con Piazza che si gioca anche il secondo time-out discrezionale. Ace di Romanò per il 14-10 ma l’opposto mancino si becca poi il muro da Podrascanin per il 16-11, Sbertoli mura Ishikawa ed il punteggio va sul 18-12. Un paio di ottime rigiocate al centro di un ispirato Porro permettono all’Allianz di rosicchiare altre due lunghezze (19-16) e Lorenzetti ferma tutto, ma l’uno-due di Romanò tiene sempre i meneghini in scia (20-18). Ma nel finale di set un po’ Kaziyski (23-19) ed un po’ la buona difesa di Trento, permettono all’Itas di andare a chiudere il parziale a proprio favore. In avvio di quarto set, arrivato il risultato da Taranto, Lorenzetti manda in campo dal primo scambio Cavuto per Kaziyski e D’Heer al centro per Podrascanin, parziale battezzato dall’ace di Porro (4-6). Muro di Lisinac e parità ristabilita subito (6-6), arriva immediato il time-out di Piazza quando Pinali mette a terra il diagonale dell’11-9. Sul 12 pari espulsione per il set all’assistente di Piazza con la partita ferma alcuni minuti dopo una chiamata arbitrale che ha fatto infuriare Milano per un fallo di portata non fischiato a Cavuto. Nervosismo che Milano trasforma presto in break di vantaggio (17-19), la pipe di Ishikawa tiene i meneghini avanti (19-21) anche nel finale quando Milano non sbaglia nulla ed il video chek certifica la decisiva palla a terra del francese Chinenyeze. Si va così al tie-break, dove al cambio di campo Trento è avanti 8-5. Nella seconda parte del quinto set Cavuto si mette in mostra e Michieletto non sbaglia: 10-6 e time-out Piazza. Quando poi Michieletto e Lisinac piazzano l’accelerazione finale (13-8) ecco che l’Itas ipoteca i due punti.

PADOVA-VIBO VALENTIA (22-25, 25-22, 25-21, 25-22) Padova si aggiudica lo spareggio salvezza con Vibo e mette in cascina tre punti importantissimi per cercare di rimanere in SuperLega. Ora, a una giornata dalla fine, i bianconeri hanno due lunghezze di vantaggio sulla squadra di Baldovin: nell’ultimo turno la Kioene sarà di scena a Modena, mentre Vibo ospiterà Piacenza. Tutto è ancora, ovviamente, possibile. Padova ha trovato la grande serata di Loeppky (17 punti e il 62 per cento) e Weber (24 punti e il 61 per cento) che hanno trascinato la squadra. Vibo, che ha giocato con Basic al posto di Borges (non al meglio) si è basata su Nishida e Flavio che hanno giocato su livelli altissimi ma sono calati proprio nel momento finale del quarto set. La cronaca. Avvio di primo set in equilibrio fino al 9-9, poi la difesa di Vibo comincia a fare la differenza (10-15). E’ il break che spacca in due il set, con Nishida che prende letteralmente per mano i suoi (14-19). Padova ci prova in battuta ma la rimonta si ferma sul 22-25 e sull’ennesimo errore in battuta, questa volta di Weber. Squadre nuovamente a braccetto in avvio di secondo set (8-8), Vibo tenta un primo allungo (12-14), Padova mette la freccia sul 17-16 sul servizio di Volpato e poi sul 20-19 su quello di Loeppky. I bianconeri tengono il vantaggio fino al 25-22 firmato da Weber. La Kioene parte sparata anche in avvio di secondo set (6-1), Nishida torna protagonista e Vibo torna subito in partita, (7-5). Padova allunga con Weber (12-7) e poi vola sul 17-10. Nishida, sempre lui, sale in cattedra in battuta e accorcia le distanze (18-15). Padova si blocca sul cambio palla e la squadra di Baldovin si riporta sotto (21-20), ma poi è Loeppky che chiude il conto sul 25-21. Solito equilibrio in avvio di set, anche nel quarto (11-11), un’invasione di Weber regala il 12-14 a Vibo, mentre Loeppky firma la parità (17-17). E nel momento decisivo esce il muro di Padova che chiude la strada a un Nishida, fino a quel momento, perfetto. Poi ci pensa Weber a chiudere il conto e a fare impazzire di gioia i 2.000 della Kioene Arena.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/13-03-2022/volley-superlega-perugia-monza-4301834824501.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
Valutazione: