Salto, Spin e flot: forza e tattica vincono le gare

Salto, Spin e flot: forza e tattica vincono le gare

Nonostante un calendario zoppicante e una stagione regolare ben lontana dall’essere terminata, la Superlega ha già oltrepassato la barriera dei 1.100 ace, con Padova che guida il gruppo avendo realizzato 136 battute vincenti, addirittura di più della regina Perugia. A ulteriore testimonianza che il volley si appoggia sempre di più sull’efficacia dalla linea dei 9 metri. “Più che servizio direi che si può chiamare il primo fondamentale di attacco. Scopro l’acqua calda se dico che negli ultimi anni la battuta ha preso sempre più spazio”, argomenta Nikola Grbic coach di Perugia e a sua volta buon battitore quando era regista.

Ma se un tempo ogni squadra aveva 2-3 giocatori da cui ci si aspettavano tanti ace, oggi quasi tutti e 6 gli uomini in campo possono mettere in difficoltà gli avversari con il servizio. Centrali compresi. “Perché questi atleti che utilizzavano spesso solo la battuta flot hanno aggiunto la spin (un servizio “rotante” con una velocità della palla molto superiore, ndr), un cambiamento che ha un grande impatto sulla ricezione avversaria”, spiega Gianlorenzo Blengini, coach della Lube Civitanova.

Infatti se un atleta, alzandosi la palla nella stessa maniera alterna spin a flot, costringe il ricevitore avversario a stare più indietro nel campo ed elimina la possibilità di ricevere in palleggio. Quindi dovrà usare comunque il bagher e questo può essere un problema aggiuntivo per alcuni ricevitori. Insomma se un giocatore varia spesso la battuta toglie punti di riferimento agli avversari impegnati in ricezione che saranno costretti comunque a predisporsi come se aspettassero una spin.

Questa scelta di insistere sul cambio di battuta di alcuni centrali (cosa che avevamo fatto già su diversi giovani quando lavoravo per la federazione al Club Italia,ndr) migliora molto il repertorio di giocatori di quel ruolo. Ora accade che i centrali di solito non hanno nelle corde la battuta in salto proprio perché di solito attaccano molto poco e anche se il movimento è diverso, comunque schiacciare meno palloni induce a sviluppare una tecnica diversa al servizio. Non a caso Simon a Cuba attaccava sempre tantissimo, non solo in partita e oggi ha sviluppato una battuta molto insidiosa. In più come variante tutti adesso spesso alternano battute corte a quelle di potenza”.

AVVERSARIO

—   “È chiaro che dipende molto dai giocatori che hai in squadra. Noi ne abbiamo alcuni che possono cambiare la partita. Non solo Leon, ma anche Plotnytskyi che ha spaccato la gara con Milano quando eravamo in difficoltà (l’ucraino è ottavo in classifica degli ace con solo 10 servizi vincenti in meno di Leon nonostante non sia quasi mai titolare, ndr)”, riprende Grbic. “Quindi si fanno preparazioni tattiche prima della gara o variazioni durante, ma se hai atleti che tirano a più di 120 km all’ora non gli vado a dire in che zona del campo indirizzare il servizio. Meglio che tiri così forte piuttosto che mi vada a cercare un determinato angolo di campo. Di solito quando chiedi di cercare una determinata zona il giocatore riduce la velocità, meglio quindi che usino una traiettoria in cui si sentono più a loro agio. È normale che negli ultimi anni si sia investito tanto tempo nell’allenamento di questo fondamentale e i risultati si sono visti sul campo. Prendo ad esempio Travica che nell’ultimo periodo, per un motivo o per l’altro, ha fatto più servizi in allenamento. Quando entra si fa sempre sentire, ha una battuta solida e sbaglia poco”.

ERRORI

—   Un altro tema sono i servizi sbagliati. “È chiaro - continua Grbic - che se ci sono tanti errori chiedo che rischino solo in 2-3, facendo battere in sicurezza gli altri. Ma anche qui dobbiamo considerare chi c’è dall’altra parte della rete. Se hai un avversario che fatica a ottenere il cambio palla forse non ha senso rischiare molte battute, ma se invece hai di fronte una squadra che ha un cambio palla importante, ho bisogno di continuare a rischiare il servizio. L’esempio perfetto è la partita di domenica a Milano, venivamo da una serie di battute sbagliate e quando è andato al servizio Plotnytskyi c’è stato un cambio di passo che ci ha fatto vincere il set. Va valutato chi ti trovi davanti. Ugualmente facciamo i conti di come l’avversario gioca contro di noi. Pronti a cambiare a seconda del momento”.

SEQUENZE E SCELTE

—   Fondamentale della battuta che diventa sempre più centrale nella scelta della rotazione in campo di una squadra. “Per evitare troppi errori cerco di studiare una sequenza di battuta che alterni servizi spin a flottanti - racconta Fabio Soli, allenatore di Cisterna -. Al momento non avendo una rosa che può esprimere velocità al servizio cerco di lavorare sulla precisione del gesto per colpire le zone di difficoltà”. Anche nel mercato la battuta ha un peso specifico importante quando si sceglie un giocatore. “È una valutazione che tendo a fare - continua Soli -. Ad esempio nella scelta dei centrali cerco di prediligere quelli che hanno due fondamentali “forti”.

Magari uno con muro e battuta flottante, l’altro con attacco e battuta spin. Come filosofia generale mi piace se succede di soffrire in ricezione, ma sempre spingere in battuta”. Fondamentale che nella sua riuscita “subisce” il fattore emotivo dei giocatori. “I migliori al servizio sono quelli non risentono dell’aspetto psicologico - prosegue Soli - perché riescono a gestire la situazione focalizzandosi sul gesto tecnico o isolandosi”. Allenatore di Cisterna che ogni giorno lavora sul fondamentale per renderlo un punto di forza della squadra. “Insieme alla ricezione, la battuta deve essere sempre presente in ogni allenamento. Sia in maniera analitica, ma anche all’interno del sistema di gioco”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/03-02-2022/volley-superlega-salto-spin-flot-foza-tattica-vincono-gare-4301235227466.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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