Piano intervista Michieletto: “Non voglio smettere di sognare”

Piano intervista Michieletto: “Non voglio smettere di sognare”

CIAO ALE, ANCHE SE IO TI CHIAMO MICHI: TI È CAMBIATA UN PO’ LA VITA IN QUEST’ULTIMO ANNO E MEZZO. COME LO DESCRIVERESTI QUESTO PASSAGGIO?

“Eh, è cambiato un bel po’. Direi inaspettato. Per me è stato un susseguirsi di emozioni, in quest’ultimo anno e mezzo sono arrivato in Superlega senza pensare di giocare e mi sono ritrovato titolare; la stessa cosa mi è successa in maglia azzurra, la convocazione seguita dalla Nations League da titolare e poi l’Olimpiade. Non ho avuto il tempo di rendermi conto di tutto ciò e questa è stata la mia fortuna, perché non avendone il tempo mi sono goduto tutto così tanto che sono sempre rimasto nel presente. Ho capito cosa volesse dire giocare con campioni di un livello molto alto e fare i Giochi con un gruppo che conoscesse la maglia azzurra da tempo mi ha fatto crescere. E capire ancora di più come essere un atleta migliore. Poi l’amicizia e i rapporti che mi porto dietro con tanti compagni di esperienza è qualcosa che custodisco. Mi è piaciuto tanto il fatto che mi sono sentito aiutato e supportato. Ero un po’ il ragazzino di quel gruppo e, nonostante a Tokyo non ci sia sta stato il risultato sperato, ho imparato così tanto che ho nel cuore tutti quei giorni. Questa stagione ho un ruolo diverso nel club, non sono più il “ragazzino”, ho più responsabilità, e mi piace averla, ho imparato a gestirla ancora meglio avendo guardato tanti giocatori più esperti. È un percorso di crescita che sono felice di continuare”.

COME VIVI QUESTO PASSAGGIO E ESSERE SOTTO I RIFLETTORI?

“Diciamo che è una lama a doppio taglio. È figo, è il sogno di tutti gli atleti leggere il proprio nome quando hai raggiunto degli obiettivi, ma se ti fermi a lodarti ti perdi. La soddisfazione più grande è sentire i ragazzi più giovani di me che si complimentano. Quando leggo i messaggi di stima da parte dei più giovani mi fa veramente piacere perché mi sento molto vicino a loro. E anche questo fa parte di un percorso di crescita”.

SOGNAVI QUEL CHE STAI FACENDO ORA? QUANDO SECONDO TE È STATO IL PASSAGGIO DA SOGNO A REALTÀ?

“Sì, lo sognavo eccome. Ma non voglio mai smettere di sognare perché farlo mi permette di alzare l’asticella e continuare a pormi obiettivi con il sorriso e con la gioia di raggiungerli. Poi è vero, l’Olimpiade è stato il più grande godimento che potessi raggiungere rispetto ai miei sogni e ora ne metto altri in cantiere (considerando che a settembre ha vinto l’Europeo, ndr)”.

COSA DIRESTI ALL’ALESSANDRO DI QUALCHE ANNO FA PER AIUTARLO A ARRIVARE DOVE È ADESSO? C’È UNA “RICETTA” CHE POTREBBERO USARE ALTRI GIOVANI?

“Senza essere scontato penso che la mia fortuna più grande sia stato l’ambiente. Io sono cresciuto in un ambiente serio e ho avuto l’onore e il piacere di avere come riferimento la prima squadra di Trento. Ho avuto l’opportunità di allenarmi con loro. Avere dei modelli vicino aiuta. Cerchi di trarne il meglio, di imparare. Ho avuto Lorenzetti che mi stimolava e mi aiutava già quando ero nelle giovanili. All’Alessandro di qualche anno fa direi: non smettere di sognare perché i sogni con molta tenacia si avverano”.

LA PALLAVOLO È ATTORNO A TE DA SEMPRE. PAPÀ, DUE SORELLE E LA TUA RAGAZZA, SEGUI ANCHE I LORO PERCORSI? NE PARLATE? C’È UNA SANA COMPETIZIONE? CHIEDI PARERI, TE LI CHIEDONO?

“Le sorelle chiedono un po’ di pareri soprattutto quella che è mancina come me. Spesso ci tifiamo e ci guardiamo, non c’è competizione, a volte qualche sfottò. Non esageriamo nel parlarne perché sennò diventeremmo monotematici con tutta questa pallavolo in famiglia (ride, ndr). Sono molto orgoglioso delle mie sorelle e della mia ragazza”.

SO CHE TUO FRATELLO GIOCA SIA A CALCIO CHE A VOLLEY. SENTE LA PRESSIONE PALLAVOLISTICA?

“Non sente per niente la pressione pallavolistica della famiglia. Tanto è vero che ha scelto il calcio. E meno male, eravamo già troppi in famiglia. Ha fatto anche pallavolo, ma ha sempre preferito il calcio e ora si dedica a quello. Spero per lui che non diventi alto come me… Sono veramente contento della sua scelta”.

IN UNA GIORNATA LIBERA DA SOLO COSA FAI?

«Se ti ricordi non avevo la patente quest’estate e quindi ora che l’ho presa posso muovermi con molta più libertà. Dipende se sono molto stanco faccio un pranzo o un aperitivo con Maddalena, la fidanzata, sennò vado a trovare mamma a Mantova dove ci sono anche mia nonna e mia fratello e ogni tanto ci scappa una bella giornata con la famiglia al completo se il resto “dei pallavolisti e delle pallavoliste Michieletto è libero”.

ARRIVI A CASA E HAI SERATA LIBERA: COSA CAPITA?

“Dipende se ho la mattinata libera il giorno dopo. Se sì… Allora, premettendo che non amo uscire e fare baldoria, il film coi popcorn è molto quotato. Gioco anche molto ai videogame quindi magari se il giorno dopo non mi alleno ne approfitto per farmi una bella serata di gioco. Comunque, se fuori fa freddo, non esco manco morto”.

VACANZA: CON CHI E DOVE ANDRESTI?

“Con Maddalena su un’isola della Spagna o della Grecia”.

CENA LIBERA: COSA MANGI?

“Non vado matto per il pesce, quindi non ti dico il pesce…”.

AH, MI VUOI FARE PROPRIO IL MENÙ?

(Ridiamo) “Certo: primo tortelli di zucca e secondo tagliata di manzo, cottura media”.

“Patate al forno e calice di vino rosso. E per concludere… essendo un fan ti dico tortino con cuore caldo di cioccolato”.

Questo è il bello di Alessandro Michieletto. Anzi è lui il bello di questa pallavolo, insieme agli altri arrivi di questi ultimi anni che sono diventati, senza accorgersene, i modelli dei giovanissimi. Mi fa felice sapere che tra i tanti nuovi protagonisti abbiamo degli italiani di questa caratura pallavolistica e umana…

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/25-03-2022/volley-piano-intervista-michieletto-non-voglio-smettere-sognare-4302010651501.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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