Perugia abbatte Milano con Leon. Bene Taranto e Vibo Valentia

Perugia abbatte Milano con Leon. Bene Taranto e Vibo Valentia

MILANO-PERUGIA 1-3 (21-25, 19-25, 25-23, 20-25)

—   A quasi un mese di distanza, Perugia si rituffa nella Superlega con una vittoria nella complitacata trasferta di Milano e si mantiene saldamente in vetta. Impegno potenzialmente complesso ma superato con carattere anche da Trento contro la Vero Volley. Bel successo esterno per Taranto, il secondo stagionale e il primo al tie-break, in casa della Kioene Padova. Ravenna ritrova il proprio pubblico dopo due mesi ma non basta per dare una sterzata a una classifica che registra appena 2 punti in 15 partite: passa Vibo Valentia, tornata in campo dopo due settimane di stop per Covid.Nel tutto esaurito (nei limiti del 35% della capienza) dell’Allianz Cloud di Milano, la Sir Perugia strappa con i denti tre punti che consolidano il primato in classifica, spezza la striscia di 5 vittorie consecutive tra campionato e Coppa Italia di Milano, ma perde Colaci, infortunatosi alla spalla (destra) nel finale di terzo set e le cui condizioni andranno valutate nei prossimi giorni. Perugia continua l’avanzata come un panzer, sopperisce ai momenti di difficoltà con la qualità dei singoli e si rialza in Superlega dopo la sconfitta contro Trento di inizio gennaio (l’ultima gara disputata in campionato). Per la seconda di fila dopo tantissimo tempo Piazza ha a disposizione tutta la rosa e manda in campo la squadra titolare con Porro al palleggio, Patry opposto, Ishikawa e Jaeschke in banda, Piano e Chinenyeze al centro e Pesaresi libero. Grbic, ancora senza Russo infortunato, schiera Perugia con Giannelli in regia, Rychlicki opposto, Anderson e Leon schiacciatori, Solé e Mengozzi centrali e Colaci libero. Milano parte meglio, gioca punto a punto con Perugia, detta il ritmo dell’incontro, limita al meglio Leon e scava il solco fino al 17-12. Poi Grbic getta nella mischia Plotnyskyi al servizio e l’ucraino arma il bazooka dai nove metri che sfonda tutte le certezze della squadra di Piazza. La forza d’urto dirompente del servizio umbro disinnesca Ishikawa e Patry e toglie i punti di riferimento a Milano che cede 8 punti consecutivi alla capolista che poi porta a casa il set con l’autorevolezza delle grandi. L’Allianz prova a reagire immediatamente e approccia il secondo set nella stessa maniera del primo. Prende qualche punto di margine, ma poi subisce il ritorno di Perugia che ritrova un Leon sulle solite percentuali e un servizio martellante. Dall’altra parte della rete, Porro non riesce a trovare le giuste soluzioni e Ishikawa non passa. Anderson, invece, continua a sfondare con regolarità e compensa le difficoltà in attacco di Rychlicky. E poi ci pensa il solito Plotnyskyi, in campo per il set point, a firmare il 2-0 dal servizio. Come nei due set precedenti, Milano approccia meglio nel terzo, ritrova l’apporto dei centrali e, a metà set, è avanti. Perugia torna a spingere ancora dal servizio, resta sempre attaccata, ma nel finale perde Colaci dopo uno scontro con Mengozzi (per uno scambio entra il “secondo libero” – ma solo a referto – Russo) e lascia il campo a Piccinelli, ri-designato dopo l’infortunio del salentino. Milano si esalta, Perugia fatica, e alla fine i meneghini riaprono la partita. Nel quarto parziale la Sir aggredisce sin dalle battute iniziali e, nonostante il ritorno dei posti 4 dell’Allianz, conduce il punto a punto trascinata da un super Anderson. Milano prova a restare sempre attaccata, ma è ancora il servizio di Plotnyskyi a fare la differenza nel finale e mettere le basi del successo perugino.Preziosissima vittoria di Taranto che sbanca Padova al termine di una partita dai 3 volti. Il primo, monotono con i pugliesi assoluti padroni del campo, il secondo con la rabbiosa reazione Kioene, il terzo con l’equilibrio al tie-break con le squadre a braccetto fino oltre metà set. Alla fine vince Taranto perché ha avuto la capacità di mettere tanto fieno in cascina nei primi due set con una Kioene spaesata e poi di tornare in partita nel quinto. Perfetta la regia di Falaschi, mvp della gara, eccellente la partita di Di Martino, protagonista assoluto dei primi due set. Buona anche la prova di Pochini, schierato al posto dell’infortunato Laurenzano.Troppo tardivo il risveglio di Padova che ha rivoluzionato la squadra dopo i primi due set gettando nella mischia Zoppellari e Crosato al posto di Zimmermann e Vitelli e a cui non sono bastati i 26 punti di Weber e i 18 di Bottolo. Parte meglio Padova (7-4), ma poi si blocca e subisce una clamoroso parziale di 7-0 che gira il parziale (7-11). Taranto gioca a mille e Padova non ci capisce più nulla (8-15), in campo c’è una squadra sola (12-20). L’epilogo, a questo punto, è scontato con Stefani praticamente inarrestabile, nonostante i 3 ace di fila di Weber a metà parziale che avevano riacceso la fiammella della speranza in casa Kioene. Taranto sfrutta l’inerzia e con uno scatenato Di Martino parte con il piede sull’acceleratore anche in avvio di secondo (4-9). La Kioene continua a sbagliare troppo in tutti i fondamentali e Taranto è una macchina perfetta (10-16), la marcia trionfale non conosce ostacoli fino all’errore in battuta di Bottolo che regala il 18-25 alla Prisma (saranno 12 gli errori bianconeri nel set). Cuttini rivoluziona il sestetto: fuori Zimmermann e Vitelli dentro Zoppellari e Crosato. E la Kioene si ritrova. Più equilibrio in avvio di terzo (7-7), con le squadre a braccetto fino all’11-11. La Kioene tenta un allungo (14-11). Sul 17-13 esce Randazzo entra Gironi. La Kioene va sul 20-15 con un ace di Loeppky, poi chiude Weber sul 25-21. Ora la partita è equilibrata (4-4), Weber prova al servizio un allungo (8-5), poi con Loeppky protagonista (15-8). I bianconeri vanno sul 18-12, con Taranto a mollare un po’ in tutti i fondamentali, fino al 25-17 firmato da Loeppky. Al tie-break è equilibrio assoluto (6-6), fino al primo break di Taranto (6-8), poi entra Sabbi per Stefani. La Prisma vola sul 9-12, Padova impatta sul 12-12, ma il break finale è di Taranto a muro (12-15). La lotta per la salvezza continua, più incerta che mai.

RAVENNA-VIBO VALENTIA 1-3 ( 21-25, 19-25, 25-23, 22-25)

—   La domanda, che peraltro molti si ponevano già a settembre, non può cambiare ed è sempre la seguente: cosa ha fatto di male la città di Ravenna, una delle culle della pallavolo italiana, per meritare una mortificazione del genere? Una risposta chiara non è mai stata data, ma certamente ci sono state motivazioni del tutto extra sportive per giustificare (si fa per dire) una scelta assurda (Superlega) che sta portando a perdere totalmente un anno senza costruire un futuro all’altezza di una A-2 almeno competitiva, cosa che la squadra che sta giocando la Superlega forse potrebbe fare. Di questo equivoco stanno ovviamente approfittando tutte le avversarie della Consar Rcm, inclusa questa Callipo che resta la più indiziata per seguire i romagnoli in A-2. Prova a scattare la Consar, ma Vibo risponde con il nipponico Nishida, che fin dall’inizio (9 punti nel set) rappresenterà un rebus irrisolvibile per il muro di casa (8-10). I servizi del redivivo Ljaftov valgono l’aggancio, poi però gli ospiti riprendono vantaggio (18-20) e lo conservano fino a fine set, tra una serie di errori al servizio da entrambe le parti e i vani tentativi di Zanini di ricorrere alla panchina. Ravenna adesso ha anche il morale sotto le scarpe, non bastasse una consistenza tecnica invisibile, così la Callipo scappa 2-5 e 3-10 senza fare nulla di particolare. Un minimo segnale di orgoglio romagnolo (da 11-19 a 13-19) induce Baldovin a mettere dentro Fromm, uno che dall’altra parte della rete sarebbe un titolarissimo, ma la Consar in qualche modo alza il muro e arriva fino al 17-21. Un fuoco di paglia, perché la Callipo chiude facile, tanto per cambiare con Nishida, che scrive 10 sul suo score nel set. Solo orgoglio per Ravenna a inizio terzo ed anche vantaggio (5-3), con Erati che entra dalla panchina e con un’intesa invidiabile con Queiroz sorprende il muro calabro (11-9), poi Klapwijk prova a suonare la carica (15-10). Baldovin è allora costretto a tentare la carta Partenio, ma la rimonta della Vibo (18-17) è dovuta soprattutto a due marchiani errori dei padroni di casa. Un muro su Klapwijk vale il 20 pari, ma Ravenna questa volta è in partita e mette un’ipoteca sul prolungamento del match (23-20). Subentra il classico ‘braccino’ (23-22), ma Nelli al servizio regala il set-ball, sfruttato da Vukasinovic alla seconda occasione. Non casuale il calo inevitabile di Nishida, che si ferma a sei punti e qualche appannamento della regia ospite. Quarto set con la Callipo che prova a fuggire ma Klapwijk l’agguanta e sorpassa sull’8-6, con Saitta che torna dentro e Candellaro che piazza i due muri del controsorpasso. Punto a punto, gioco inguardabile e Ravenna che sbaglia un po’ meno e va 14-12 ma poi restituisce il favore con Ljaftov soprattutto (14-15). Entra in scena anche Fromm (15-19) e Mauricio Borges lo spalleggia, ma Nelli entrato per Nishida ne combina quasi come Bertoldo e riporta la Consar a contatto (20-22) quando la partita sembrava indirizzata. Ma ormai è tardi, e la battuta a metà della rete di Candeli che chiude il match è la fotografia della stagione ravennate.

MONZA-TRENTO 1-3 (25-23, 13-25, 21-25, 20-25)

—   Quarta vittoria consecutiva di Trento in campionato. L’Itas espugna l’Arena di Monza 1-3, rimediando ad un primo set in cui soffre l’aggressività dei brianzoli. Monza, in striscia negativa, si risolleva lottando, ma rimane ancora a secco nella quarta sfida stagionale contro i trentini. Mvp è Kaziyski, ma Sbertoli giostra tutti i laterali a suo piacimento ottenendo ottimi risultati. Eccheli, che recupera anche Beretta e Galliani ma è ancora privo di Grozer solo a referto, parte con Orduna-Davyskiba in diagonale, Beretta-Galassi centrali, Dzavoronok-Katic schiacciatori e Federici libero. Lorenzetti risponde con Sbertoli in regia opposto a Lavia, Kaziyski e Michieletto laterali, Lisinac e Podrascanin al centro con Zenger libero. I monzesi partono timidamente in battuta, ma in compenso sono fluidi nel cambio palla, con un Davyskiba devastante (10 punti con il 73% in aacco). Trento ha degli sprazzi a turno da Michieletto, Kaziyski e Lavia ma in un set in cui le squadre sono sempre a contatto con grandi difese, a far la differenza sono i dettagli. Come quelli del finale, quando gli ospiti commettono 4 errori diretti negli ultimi 6 punti monzesi. Chiude un muro di casa su Kaziyski per il 25-23 che regala un meritato 1-0 a Monza. La risposta di Trento arriva subito, visto che la squadra di Lorenzetti scappa 2-6. Lavia alza l’asticella del suo rendimento come e anche più della sua squadra, ed è imprendibile (7 punti). Monza sbaglia qualcosa di troppo in battuta, e Trento allunga senza voltarsi indietro chiudendo 25-13. Trento continua la marcia, e due muri consecutivi di Podrascanin su Davyskiba costringono Eccheli al timeout sul 2-6. I locali rientrano e pareggiano a 8 con 2 attacchi e 1 ace (primo della gara per i padroni di casa), e sul nuovo allungo dell’Itas altro ace di Davyskiba e attacco del centrale azzurro per il 14 pari. Kaziyski (5 punti con 6 attacchi) prende in mano la situazione e con due ottimi attacchi consecutivi trascina i suoi al 22-18, preludio del 21-25 che vale l’1-2. Quarto set con gli ospiti che provano ancora a scappare, ma Monza prova a rispondere con Dzavoronok (7 nella frazione). Sale in cattedra Michieletto (9 punti con 2 ace nella frazione). Beretta ci prova a muro, ma Trento non si scompone mai, costruisce un tesoretto (18-13) e lo mantiene fino all’ace di Michieletto (con parecchi cartelli a lui dedicati anche con proposte di matrimonio) che vale il 20-25 che chiude il match.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/30-01-2022/volley-superlega-perugia-batte-milano-bene-taranto-vibo-valentia-4301171515823.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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