Mondiale Under 21, Velasco: “Umili e lavoratori, è un oro di tutti“

Mondiale Under 21, Velasco: “Umili e lavoratori, è un oro di tutti“

Trenta anni dopo. La storia si ripete. Allora Julio Velasco aveva portato il volley italiano in top class puntando su un gruppo di giovani usciti da un progetto (Volley 85, voluto da Gianfranco Briani) che aveva come base la Nazionale jr, argento al Mondiale di Milano, coi vari Zorzi, Gardini, Tofoli, Cantagalli. Oggi Velasco è il d.t. di un movimento che, per la prima volta ha vinto il Mondiale jr (stavolta a Cagliari) e che rafforza l’immagine italiana subito dopo l’Europeo vinto con Fefé De Giorgi in panchina.

INIZIAMO DALLE EMOZIONI, NON SI È VISTO TANTO NELLE FOTO…

“Invecchiando ci si commuove più facilmente. Ma la vittoria di Cagliari è stata molto intensa. Anche per i rapporti costruiti in squadra, con i ragazzi. Le foto? Era giusto che ci fosse Angiolino Frigoni che è il tecnico”.

UN GRANDE SUCCESSO PERÒ?

“Non credo che sia solo la vittoria della squadra, ma di tutto il movimento italiano. E lo dico con sincerità. Se non ci fosse stato quel primo allenatore che ha portato Catania o Michieletto in palestra, se non ci fosse stata quella prima società che li ha fatti giocare, noi oggi non avremmo la squadra che abbiamo. Quando ai giocatori insegniamo che è fondamentale il gioco di squadra lo dobbiamo praticare anche a livello di adulti. Questo oro è un oro di tutta la pallavolo italiana, non per dire, nei fatti”.

HA USATO CON QUESTI RAGAZZI LE STESSE PAROLE CHE AVEVA UTILIZZATO CON IL GRUPPO STORICO?

“I tempi sono diversi, è certo, le condizioni sono molto differenti, ma alcune cose sono uguali. Ecco perché in questi anni ho chiesto ad alcuni di quei giocatori (Bernardi, Gardini) di parlare alla squadra. De Giorgi è stato molto bravo a comunicare al suo gruppo alcuni punti fondamentali del programma che si basavano su punti cardine”.

COSA HA DETTO AI RAGAZZI PRIMA DELLA FINALE?

“Alcune cose non si dicono fuori, restano nello spogliatoio”.

CI DICA ALMENO I PUNTI GENERALI.

“Che da oggi inizia un confronto fra questi ragazzi nei club e gli stranieri. Lì non c’entrerà l’assistenzialismo, né i complimenti ricevuti. Ogni giorno in palestra dovranno dimostrare di essere meglio degli stranieri che arrivano qui con un’altra idea. Giocare in Italia per loro non è avere un posto da titolare o meno, ma la differenza è giocarsi un’altra chance di vita. Ora se mi chiedete se i ragazzi italiani sono pronti a vincere questa sfida vi dico sì. Lo sono”.

PUÒ FARE UN PARALLELO FRA I DUE GRUPPI?

“No, impossibile anche alla luce di come è cambiato tutto il contesto. Dico però che questa squadra ha tutto per arrivare, a una condizione che abbia voglia di continuare a imparare. Mi pare voglia farlo. Io non credo nel pensiero unico (tecnicamente), mi va bene la discussione. Quello che non deve mancare è lavorare (tanto), anche più di altri, non si deve diventare autoreferenziali o presuntuosi. Il nemico di queste vittorie è perdere l’umiltà. Non credo che esistesse un segreto di quella Italia anni 90, ma ripensando a quei tempi e confrontandoli con l’oggi dico che la vera differenza sta nella fiducia. I giocatori hanno bisogno di sentire che l’allenatore crede in loro. Veramente, non per modo di dire: io credevo fortemente in quel gruppo, come credo oggi in questo”.

NON LE PIACE PARLARE DEI SINGOLI, MA SE RIPENSA ALL’ESTATE DI MICHIELETTO?

“Cosa puoi desiderare di più? Nulla. Ma mi piace ricordare come è stato quando è arrivato. Era capitano e naturalmente ha trovato Rinaldi al suo posto. Ale non ha preteso nulla, l’ho visto portare il ghiaccio per tutti. Nessun privilegio. In questo c’entra tanto lui e la famiglia”.

IL FUTURO È AZZURRO QUINDI?

“Ci sono tutte le condizioni per rispondere sì. Ma attenzione ai demoni che stanno sotto terra. Pronti a riemergere: umiltà, lavoro e voglia di imparare”.

SI È VISTO CHE IL MOVIMENTO ITALIANO È CAPACE DI PRODURRE TALENTI.

“Farei una divisione. Il femminile ha problemi di abbondanza simili al calcio. Per il maschile il problema è ancora il reclutamento. Ho un paio di idee da lanciare al consiglio federale: andiamo a cercare i figli delle persone meno abbienti. Ci sono numeri importanti e prospettive ancora più interessanti”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/05-10-2021/volley-mondiale-under-21-velasco-umili-lavoratori-oro-tutti-4201652472481.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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