Michieletto e Fahr, gli anni 2000 irrompono nella finale di Champions

Michieletto e Fahr, gli anni 2000 irrompono nella finale di Champions

Sono i “cuccioli” della serata di gala di Verona. Ma che cuccioli: talento e grinta li hanno portati a guadagnarsi un ruolo da protagonisti per tutta la stagione e alla loro prima finale di Champions League non arrivano solo per partecipare. Alessandro Michieletto e Sara Fahr, anno di nascita 2001, non vedono l’ora di provare le emozioni da Champions e magari di portarsi a casa un trionfo che, alla loro età, molti sognano e basta.

IL VOLLEY NEL SANGUE

—   Alessandro, figlio d’arte (suo papà Riccardo, team manager di Trento, ha vinto titoli italiani e giocato due finali di Coppe dei campioni con Parma) non vede l’ora di mettersi in gioco. Oro Mondiale Under 19 e argento europeo Under 20, lo schiacciatore dell’Itas, col n.5 in onore di Juantorena) sono già anni che è sotto osservazione come uno dei migliori talenti. E quest’anno ha giocato titolare quasi fisso nell’ambiziosa Itas mostrando testa oltre che talento: “ Voglio cercare di viverla e di giocarla come se fosse una partita normale - spiega -. Mettersi pressioni addosso è contro producente. Da una parte senza pubblico riesci a stare più concentrato sulla partita, se inizi a vederla come una delle poche opportunità che avrai nella vita finisce per essere troppo tesa”. Grande saggezza per lo schiacciatore che ha colto l’occasione in una stagione anomala: “ È stato un anno nuovo molto bello, sognavo di vivere un anno così in cui la pallavolo era il mio lavoro (l’anno scorso ha dato la maturità, ndr). È stato più tosto degli anni precedenti. Devi allenarti al massimo per non sfigurare però ti togli anche molte più soddisfazioni. Sono cresciuto tecnicamente e fisicamente ma anche una consapevolezza diversa: giocare sempre contro grandi squadre in Italia non è facile, mi hanno fatto capire come è la vita dei professionisti”. E Tokyo? “Vediamo dopo - ride - per ora mi accontenterei della convocazione per giocarmela”

GRINTA DA PANTERA

—   Ha iniziato col volley per seguire l’amica del cuore invece Sara Fahr, tedesca di Piombino che, dopo una stagione sempre in gioco con Conegliano, può legittimamente ambire a un biglietto per Tokyo. Intanto si gode la sua prima finale di Champions League dopo aver vinto il suo primo scudetto: «Mi immagino una festa emozionante. Giochiamo col Vakif che è una delle squadre più forti del mondo. Ci sarà da divertirsi”. Non è certo intimidita Sara che chiarisce: “L’Imoco si è posta degli obiettivi: 3 su quattro li abbiamo conquistati, ci manca solo questo”. E a fare il tifo a casa davanti alla tv (“l’hanno comprata più grossa solo per vedere meglio le mie partite”) ci saranno papà Florian, mamma Julia e il piccolo Gianluca che non ha seguito la sorella nel volley (“Lui si dedica alla vela come papà”). Ma anche i nonni in Germania. Un anno speciale per Sara che ha superato a pieni voti la prova Conegliano dopo un anno a Firenze: “Devo ringraziare Daniele (il tecnico Santarelli, ndr) che mi ha fatto a migliorare tanto e alle compagne che mi hanno aiutato sempre”

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/29-04-2021/volley-michieletto-fahr-anni-2000-irrompono-finale-champions-410584770714.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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