L'Onda azzurra invade i Giochi: sei squadre a Tokyo (un record)

L'Onda azzurra invade i Giochi: sei squadre a Tokyo (un record)

Due squadre indoor, tre coppie nel beach volley e il sitting volley. A 44 giorni dall’accensione del tripode l’Italia scalda i motori per un’edizione dell’Olimpiade che la pallavolo azzurra è pronta ad affrontare con sei frecce nella propria faretra (un record), alla ricerca di un bersaglio che ancora manca nello sterminato palmares italiano. “È il momento giusto” commenta Andrea Gardini. Il capitano azzurro della Generazione dei Fenomeni, oggi allenatore campione di Polonia con i minatori dello Jastrzebski Wegiel, è ottimista sul destino azzurro ai Giochi. “Portare così tante formazioni alle Olimpiadi è il termometro di un movimento in salute, di una grande Federazione. E ci sono tutte le carte in regola per arrivare a risultati importanti”.

MIX VINCENTE

—   Gardini da atleta ha vinto l’argento ad Atlanta 1996 e il bronzo a Sydney 2000 e da tecnico ha vissuto le spedizioni olimpiche a Sydney 2000 e Pechino 2008 (4° posto) come membro dello staff del c.t. Anastasi. Oggi fa le carte al gruppo di Blengini che esordirà a Tokyo il 24 luglio contro il Canada. “Per questa squadra mi sembra il momento ideale per raccogliere un grande risultato. Al di là del talento a disposizione, tra gli azzurri c’è il giusto mix di maturità e gioventù che può fare la differenza. Per molti giocatori questa potrebbe essere l’ultima occasione per puntare al bersaglio grosso. Sì, l’oro è possibile”. Anche se per Zaytsev e compagni non sarà facile. Molte delle rivali per il podio, già nella Nations League di Rimini stanno dimostrando il loro valore. “La Polonia sta giocando una pallavolo eccezionale. Un lungo lavoro che anche nei club si sta vedendo, basti pensare allo Zaksa campione d’Europa. La Francia non mi sta dispiacendo e poi non dimentichiamoci gli Stati Uniti che sono sempre temibili”.

PRIMA MEDAGLIA

—   Se la Nazionale maschile sale sull’aereo con la missione di sfatare il tabù della medaglia d’oro (3 argenti e 3 bronzi il palmares olimpico), la selezione femminile arriva in Giappone con l’idea di salire sul podio per la prima volta nella storia. I quarti di finale si sono sempre dimostrati un muro insormontabile. Ne sa qualcosa Eleonora Lo Bianco, 41enne ex palleggiatrice che ha raggiunto 548 presenze con la maglia azzurra, e che di Olimpiadi ne ha giocate 5: la prima a Sydney 2000, l’ultima a Rio 2016. “Quello è un problema, un brutto ricordo che riguarda le giocatrici della mia generazione. Delle mie cinque esperienze ai Giochi ho ricordi bellissimi, ma resta il rammarico di non aver conquistato una medaglia. Questa Nazionale deve andare con la mente sgombra da quel pensiero perché hanno costruito un loro bellissimo percorso. Da quando Mazzanti ha iniziato il suo lavoro nel 2017 questo gruppo è cresciuto tanto e ora a Tokyo può giocarsi le proprie possibilità di medaglia”. Con la consapevolezza che l’Italia può contare su Paola Egonu, attualmente la più forte giocatrice al mondo. “È incredibile - racconta Lo Bianco, mamma della piccola Emma -. Ha doti fisiche e mentali fuori dal comune. È tosta, si vede che non lascia nulla al caso. E questa è una caratteristica importante”. Una cosa è certa, l’ex regista azzurra non tiferà solo per l’Italia a Tokyo. “Anche a queste Olimpiade non mancherà una rappresentanza di Omegna. Non ci sarò io, ma Stefano Lavarini (allenatore che guiderà la Sud Corea, ndr). Sono contentissima per lui perché ha avuto il coraggio e la forza di fare esperienze all’estero (in Brasile, ndr), di mettersi in gioco e ora può vivere questa avventura alla guida di una nazionale. Per me Stefano è un amico, un compagno di classe. Tiferò anche per lui”.

TRIPLETTA

—   Dall’indoor alla sabbia. Dalle invenzioni di Giannelli alla Sky Ball di Carambula, dalle magie di Juantorena alle “magate” di Lupo, dalla potenza di Egonu ai colpi esperti di Menegatti. Il beach italiano arriva ai Giochi di Tokyo con il serbatoio pieno di fiducia. Da pochi giorni è arrivato il biglietto aereo per il Giappone per la terza coppia italiana: nel maschile Rossi-Carambula si uniranno a Lupo-Nicolai, mentre nel femminile spazio a Menegatti-Orsi Toth. “Solo a Sydney 2000 siamo riusciti a presentarci con tre coppie al via del torneo olimpico – ricorda Andrea Raffaelli, ex beacher primo italiano ai Giochi nel 2000 assieme a Pimponi, oggi tecnico di Rossi-Carambula -. Ma attenzione a non giudicare lo stato di salute di un movimento dal numero di medaglie. A volte un grande evento come l’Olimpiade esula dalle valutazioni perché si inseriscono numerose variabili che rendono impossibili le previsioni”.

RICORDI

—   Per tutti e tre gli ex atleti la parola Olimpiade riporta alla mente l’esperienza al Villaggio Olimpico, il clima dei Giochi, ma soprattutto gli incontri che si potevano fare con i campioni dello sport mondiale. “A Sydney, alla mia prima esperienza, mi sono commossa insieme alla mia compagna di squadra Togut nel momento in cui siamo entrate allo stadio per la cerimonia inaugurale” ricorda Lo Bianco. “Ho potuto conoscere e vedere da vicino tanti campioni. Se devo scegliere dico Bolt e Federer, due “mostri sacri” dello sport” è l’opinione di Gardini. “Più che gli atleti le emozioni più grandi le ho vissute potendo vedere dal vivo le gare di atletica” ricorda Raffaelli. Ma tutti porteranno nel cuore il ricordo di un campione molto legato all’Italia: “Kobe Bryant veniva spesso a Casa Italia - ricordano -. È stato un campione unico. Tanto inarrivabile sportivamente quanto disponibile con tutti. Resterà un momento indelebile”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/09-06-2021/volley-italia-onda-azzurra-invade-giochi-4101724019367.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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