Laura Boldrini: “Lara Lugli non può sedere sul banco degli imputati!“

Laura Boldrini: “Lara Lugli non può sedere sul banco degli imputati!“

“Lara Lugli non può sedere sul banco degli imputati, è un assurdo”. Laura Boldrini sta recuperando dopo l’operazione che l’ha costretta a sospendere per alcuni giorni la sua attività politica e parlamentare. Venerdì uscirà dall’ospedale dov’è tuttora ricoverata, ma l’ex presidente della Camera ha tenuto a prendere la parola per tornare sul caso della pallavolista del Pordenone volley citata per danni dalla sua società per non aver informato del suo desiderio di maternità. Un caso tutt’altro che risolto.

LA VICENDA NON È CHIUSA.

“Per niente. Si è trattato e si tratta di un caso dirompente, peraltro sappiamo perfettamente che non è l’unico. Ha fatto molto breccia, siamo finiti sui giornali di tutto il mondo. Ma non è bastato, Lara è tuttora costretta a comparire davanti a un giudice il 18 maggio. Io mi rivolgo al Pordenone volley: fermatevi, date un segnale, riflettete”.

ALTRE SOCIETÀ DEL MONDO DELLO SPORT, PROPRIO IN QUESTE SETTIMANE, SI SONO COMPORTATE DIVERSAMENTE.

“E io ne sono felice. Conosco il caso a cui fate riferimento, quello di Alice Pignagoli, calciatrice del Cesena. Ma non è possibile che ogni società faccia come le pare. Questioni del genere non possono essere lasciate al buon cuore. Questo ci porta indietro di secoli, è roba da sudditi”.

E ALLORA COME AFFRONTARE IL CASO, ANZI I CASI LUGLI?

“Ci sono delle situazioni non più accettabili nello sport italiano. Almeno tre questioni. Prima: non è più possibile che in Italia il professionismo sia solo maschile, e che sia limitato solo a quelle quattro discipline”.

PERÒ C’È UN PROBLEMA DI SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA. C’È ANCHE UN MONDO DELLO SPORT CHE DICE: NON CE LA FACCIAMO. COME RISOLVERE QUESTA PARTITA FRA DIRITTI E SOSTENIBILITÀ?

“I diritti non sono negoziabili. Parliamo tanto di uguaglianza, ma questa non può essere solo una parola. E poi c’è una questione di genitorialità: se un atleta diventa padre sono tutti contenti, se un’atleta diventa madre rischia la fine della sua carriera e si arriva al paradosso di essere citata per danni”.

INTANTO IL DECRETO CHE PREVEDE LA PARITÀ DI GENERE PER IL PROFESSIONISMO SPORTIVO HA SUBITO UN RINVIO.

“Allora sfruttiamo questo tempo in più per completare un lavoro serio e non per provare a rinviare in continuazione e a non arrivare mai. Inoltre c’è anche un problema di pay gap, e qui siamo a distanze stratosferiche di compensi fra uomini e donne. Io non voglio mettere in discussione l’autonomia del Coni e delle federazioni, ma l’uguaglianza è sancita dalla Costituzione. E guardando il caso di Lara Lugli, mi chiedo se qualcuno si sia mosso, abbia provato a esercitare una moral suasion con la società. È possibile che per questo comportamento non ci sia stata una sanzione?”.

SPESSO, PER GIUSTIFICARE LA DIFFERENZIAZIONE DI COMPENSI, SI CITA IL MERCATO. COME DIRE: TI PAGO IN RAGIONE DI QUANTO PRODUCE IL TUO SPETTACOLO, IL TUO EVENTO.

“Ma questo è un cane che si morde la coda. Se lo sport delle ragazze non viene sostenuto non avrà appeal. E la dimostrazione l’abbiamo avuta con il Mondiale di calcio femminile dove le ragazze di Milena Bertolini hanno fatto qualcosa di inimmaginabile. E l’Italia s’è innamorata, tutta l’Italia, delle loro imprese. Ma bisogna crederci, per questo ringrazio le tante associazioni, Assist per esempio, che lavora perché sia finalmente riconosciuta dignità allo sport femminile”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/05-05-2021/attacco-boldrini-lara-lugli-non-puo-sedere-banco-imputati-410756830416.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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