La denuncia di Cherif: razzismo in Messico. “Vuoi carne di scimmia?“

La denuncia di Cherif: razzismo in Messico. “Vuoi carne di scimmia?“

“Tante volte mi è capitato di leggere sui giornali o di guardare in tv di sportivi che si lamentavano per episodi di razzismo subiti. Non ero mai riuscito a immedesimarmi fino in fondo, ma ora che ci sono passato anche io, posso capire quanto sia terribile”. Cherif Younousse Samba ha 25 anni ed è il giocatore di punta della nazionale del Qatar di beach volley. Con il compagno Ahmed Tijan ha ormai un pass sicuro per la seconda olimpiade della carriera (a Rio 2016 chiuse al nono posto con Jefferson), rafforzato dal doppio secondo posto conquistato nei primi due tornei dell’hub di Cancun (dopo aver eliminato entrambe le volte gli azzurri Carambula-Rossi). E proprio dal Messico, attraverso il suo profilo Instagram, Cherif ha raccontato al mondo di un doppio, grave, episodio di razzismo di cui è stato vittima nella bolla di Cancun. “Dopo la semifinale del primo torneo – racconta – ero nel ristorante dell’albergo e, non mangiando carne di maiale, ho chiesto al cameriere di portarmi pasta e fesa di tacchino. Mentre si allontanava, il cameriere ha borbottato: ‘Scimmia, vuoi carne di scimmia?’. Pensava di non essere sentito, ma avevo capito che avesse detto qualcosa del genere e gli ho chiesto di ripetere. Lì per lì, con una finale da giocare il giorno dopo, ho preferito fare finta di niente perché ero troppo concentrato sull’obiettivo sportivo e non volevo distrarmi in alcun modo”. Qualche giorno più tardi, però, la storia si è ripetuta. Stesso ristorante, stesso cameriere, stessa comanda. E stessa risposta idiota. “La seconda volta non ci ho visto più. Mi sono alzato e ho cominciato a inveire contro di lui”.

SOLIDARIETÀ

—   Nel locale c’erano tanti altri atleti che guardavano senza capire quella lite furente tra un atleta sempre calmo e sorridente come Cherif e il cameriere. “A quel punto si è avvicinato il proprietario del ristorante che si è scusato e ha cercato di calmarmi. Mi ha spiegato che il cameriere era un ragazzo spagnolo e che non erano mai successi episodi del genere. Sono andato via imbestialito e ho scritto quel messaggio su Instagram, chiedendo l’intervento degli organizzatori del torneo e della Fivb”. Le reazioni da parte di tutto il mondo del beach volley sono state immediate e tantissime. “Ho ricevuto decine e decine di messaggi di solidarietà e anche gli organizzatori dell’hub di Cancun e la federazione sono intervenuti immediatamente a testimonianza di come il mondo del beach volley sia una grande famiglia”. Il cameriere, infatti, è stato subito espulso dalla bolla e sono arrivate le scuse da parte di tutte le persone chiamate in causa (ad eccezione del cameriere che Cherif non ha più incrociato). “Anche ieri gli organizzatori e gli uomini della Fivb mi hanno chiesto ripetutamente come mi sentissi e se avessi bisogno di qualcosa. Li ringrazio davvero per il sostegno, ma credo che sia incomprensibile come episodi del genere possano accadere ancora nel 2021”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/29-04-2021/beach-volley-world-tour-denuncia-cherif-razzismo-messico-410583742106.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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