Kiraly, la leggenda continua: dal campo alla panchina è sempre d’oro

Kiraly, la leggenda continua: dal campo alla panchina è sempre d’oro

E dire che alla fine della sua straordinaria carriera da giocatore pensava di non poter mai fare il tecnico. Si considerava troppo esigente, troppo pignolo, troppo grande, anche forse troppo ingombrante. Ci ha pensato molto a lungo prima di accettare. Poi alla fine disse sì alla proposta di Doug Beal - suo allenatore per l’oro di Los Angeles 1984 - che gli offriva la panchina di un grande movimento sportivo, ma con un pedigree ancora poco vincente.

NUMERO UNO

—   Una sfida importante per Karch Kiraly che con la medaglia d’oro nel volley femminile infila una serie di record incredibili: primo oro della Nazionale Usa femminile ai Giochi, vittoria aritmetica del medagliere di Tokyo 2020 e a livello personale anche il 4° oro olimpico di una carriera inarrivabile. Primo al mondo a vincere nell’indoor (1984 e 1988), poi ancora nel beach (1996, debutto olimpico della specialità) e adesso questo successo che lo consacra come il più grande di sempre. Non è un caso che Ruben Acosta, numero 1 della federazione mondiale fino a Pechino, lo abbia insignito del riconoscimento del giocatore del secolo (assieme a Lorenzo Bernardi) nel 2000, ma quella era solo la prima parte della incredibile carriera incominciata grazie al padre (già pallavolista), un medico ungherese sfuggito alla dittatura comunista e arrivato in California alla fine degli anni 50. E proprio in California Karch inizia vita e carriera, spesso confinante con la sabbia, suo primo grande palcoscenico. Un giocatore eccezionale nella tecnica, eccellente nella difesa e nella ricezione (lo specchio di questa squadra che allena oggi), rapidissimo anche in attacco.

LA CONSACRAZIONE

—   Nel 1984 gli Usa di Beal (in panchina) e Kiraly (in campo) rompono l’egemonia dell’Est Europa creando una scuola, quella della specializzazione contro il mito dell’universalizzazione portato avanti in Europa dell’Est. Prepararono quei Giochi anche con allenamenti durissimi sulle Montagne Rocciose. Ma quella di Los Angeles era una Olimpiade boicottata (non c’erano Unione Sovietica, Polonia e Cuba), non è ancora la consacrazione definitiva della scuola americana che si affermerà fra il 1985 e il 1988 con le vittorie sull’Urss in Coppa del Mondo, Mondiali e quindi all’Olimpiade di Seul. Perché per gli Stati Uniti l’unica vera grande consacrazione si ha solo ai Giochi. Quell’88 rappresenta l’addio di Kiraly alla Nazionale indoor, rifiuterà un ritorno nel 1992, quando con lui in campo forse quel bronzo conquistato avrebbe potuto essere una medaglia più preziosa. Ma King Karch nel frattempo aveva centrato un’altra sfida: aveva vinto anche in Italia, con la maglia del Messaggero Ravenna. Assieme all’amico Steve Timmons aveva accettato l’offerta del gruppo Messaggero-Ferruzzi. Il campionato italiano già allora era il migliore e Kiraly vinse subito tutto: scudetto del 1991, Coppa Italia e nella stagione successiva anche Mondiale per Club e Coppa Campioni (oggi Champions League). Tornato in patria si era dedicato di nuovo al beach (esiste un circuito pro che ha vinto) e aveva preparato lo sbarco sulla sabbia per Atlanta. In Georgia ai Giochi del 1996 la pallavolo sulla sabbia fece il suo debutto e naturalmente fu lui a vincere, ancora una volta.

IN PANCHINA

—   L’ultima sfida (per ora) era quella della panchina: un praticantato nello staff della Nazionale, prima dello sbarco come numero 1. E un’altra vittoria luminosa al Mondiale italiano del 2014. In cui già si capisce quali sono le sue capacità (anche di adattamento e di carattere) al nuovo ruolo. Dopo quell’oro (aveva preso la squadra il 12 settembre 2012, dopo i Giochi di Londra dove lui era nello staff d’argento) mancava “solo” questa medaglia che è arrivata oggi a Tokyo e che lo appaia a Jenny Lang Ping, riuscita nell’impresa di vincere l’Olimpiade in campo e in panchina. E adesso quale sarà la prossima sfida di Karch Kiraly, il più grande di sempre?

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/08-08-2021/olimpiadi-kiraly-campo-panchina-sempre-d-oro-420278605297.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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