Italia, le donne a caccia della finale. Mazzanti: “Olimpiade, che cazzotto. Ma possiamo rialzarci”

Italia, le donne a caccia della finale. Mazzanti: “Olimpiade, che cazzotto. Ma possiamo rialzarci”

Tutto è pronto. Oggi alle 20 contro l’Olanda l’Italia vivrà l’ultima due giorni della propria estate. Quella che doveva essere ricordata come la stagione della prima medaglia olimpica al femminile si è invece trasformata in quella dei dubbi e dei fantasmi che all’improvviso hanno tolto sicurezza alla Nazionale. Una due giorni che può parzialmente risollevare il bilancio ma che rischia anche di mandare in archivio un anno da dimenticare. Davide Mazzanti, dal 2017 alla guida dell’Italia, è pronto a vivere per la seconda volta il fascino di una semifinale europea.

MAZZANTI, SONO LE ULTIME DUE PARTITE DI UN’ESTATE COMPLICATA. ORA IN DUE GIORNI VI GIOCATE UNA MEDAGLIA. L’ITALIA È PRONTA?

«Siamo dove volevamo essere anche perché è stato per tutti, staff e giocatrici, un percorso ancora più faticoso dopo il cazzotto preso all’Olimpiade. Abbiamo affrontato qualcosa di tosto. Aver raggiunto questa semifinale dopo una prestazione come quella con la Russia ci fa bene».

COSA L’HA COLPITA DI PIÙ DELLA CONVINCENTE GARA DI MERCOLEDÌ CONTRO LE RUSSE?

«Mi è piaciuta la costanza con cui abbiamo espresso il nostro gioco. Durante questo Europeo abbiamo fatto cose belle ma ci mancava quella continuità che contro la Russia siamo invece riusciti a esprimere».

COSA HA DETTO ALLA SQUADRA DOPO LE OLIMPIADI, QUANDO IN POCHI GIORNI DOVEVATE PREPARARE QUESTO EUROPEO?

«Niente di particolare. Le ho avvisate che avrei parlato solo di pallavolo perché non era il momento per trovare e cercare le parole per spiegarsi. Abbiamo fissato alcune situazioni di gioco e abbiamo provato a migliorarle. E ora siamo qui, concentrati meno sulle parole e più sui fatti».

MA CI SARÀ UN MOMENTO PER ANALIZZARE QUELLO CHE NON È ANDATO?

«Certo, ma se ora ognuno di noi dovesse dar voce ai pensieri… Non avevamo il tempo per farlo ma state tranquilli che ci sarà l’occasione per farlo».

ORA LA CONCENTRAZIONE È SU QUESTO EUROPEO: CHE SEMIFINALE SI ASPETTA?

«L’Olanda per quello che ho visto ha una buona organizzazione di gioco e sono brave a gestire i colpi».

E DALL’ALTRA SEMIFINALE?

«Credo che la Turchia abbia le carte in regola per mettere in difficoltà la Serbia, cosa che due anni fa già le riuscì tanto che arrivarono a due punti dall’oro (15-13 per le serbe al tie-break, ndr). Se sarà finale e incontreremo la Serbia non sarà una vendetta. Sarà un onore sfidare e provare a battere la squadra più forte».

A PARTIRE DALLE SCELTE, RIFARESTI TUTTO NELLA PROGRAMMAZIONE DELL’ESTATE?

«Farei di certo meglio. Quest’anno sono partito dall’idea di dare valore all’alternanza in campo. In sostanza non ho allenato un sestetto specifico. Così facendo mi sono reso conto che è venuta meno l’autoesigenza tra le giocatrici. Mancando una gerarchia chiara forse ne ha risentito la squadra, qualche giocatrice può non aver percepito la giusta fiducia».

ANCHE LA SCELTA DI NON GIOCARE LA NATIONS LEAGUE?

«Sì, su quell’aspetto sono stati valutati i pro e i contro e le controindicazioni erano maggiori rispetto agli aspetti positivi. Andavano gestite situazioni fisiche, c’era da considerare lo stress accumulato dalle atlete che avevano giocato molto. Infine il regolamento della Vnl permetteva un numero di atlete ridotto da far entrare a manifestazione iniziata quindi abbiamo optato per lavorare fuori dalla bolla di Rimini».

CONTRO LA RUSSIA HA COLPITO L’ATTEGGIAMENTO: SEMBRAVA DI RIVEDERE LA NAZIONALE DELLE PASSATE STAGIONI.

«Faccio fatica a dare una risposta. Durante l’Olimpiade le facce, i comportamenti, gli atteggiamenti delle ragazze erano giudicati in positivo e in negativo a seconda del risultato. A loro ho semplicemente sottolineato una cosa: di non essere conservative nel momento di difficoltà perché perdiamo le nostre prerogative. Quando perdiamo la nostra dose di rischio ci snaturiamo. In queste partite sono tornato a rivedere quel coraggio nelle ragazze che per noi è ossigeno».

L’ULTIMO ORO EUROPEO PER LA NAZIONALE FEMMINILE RISALE AL 2009: SONO PASSATI 12 ANNI…

«Francamente non penso al tempo che è passato. Piuttosto mi piace pensare che questo gruppo che alleno ogni anno è riuscito a centrare almeno un obiettivo. Nel 2017 quando ho iniziato ed è cominciato un ricambio generazionale l’Italia è arrivata seconda al Grand Prix mentre all’Europeo ci siamo fermati ai quarti. L’anno dopo è arrivato l’argento mondiale, nel 2019 il bronzo europeo. E ora, dopo la batosta dei Giochi, abbiamo questa occasione».

DOPO L’EUROPEO SI FARANNO TUTTE LE VALUTAZIONI DEL CASO. MA C’È UN CONTRATTO FINO A PARIGI 2024. L’UNICA DIFFERENZA È CHE RISPETTO ALL’ULTIMO PERIODO OLIMPICO NON SARÀ PIÙ LEI IL DIRETTORE TECNICO DEL SETTORE FEMMINILE.

«Mi mancherà questo aspetto del mio incarico perché è stata un’avventura entusiasmante alla quale ho dedicato tante energie, che mi ha fatto pensare a come poter trasferire l’alto livello nel settore giovanile. Mi ha lasciato questo chiodo fisso che spero in futuro di poter sviluppare. Non so ancora quando e come ma un giorno lo farò».

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/03-09-2021/italia-volley-semifinale-europeo-intervista-ct-mazzanti-420956914677.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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