Eterno Juantorena: “Io, l'Italia, i Giochi, Cuba e il doping“

Eterno Juantorena: “Io, l'Italia, i Giochi, Cuba e il doping“

CHI È OSMANY JUANTORENA OGGI? “È un ragazzo umile - sorrido e allora mi sgrida, lo invito ad andare avanti -. Sono marito, padre e atleta, sono molto fortunato, ho avuto molti problemi e ne sono uscito positivamente. Sono grato alla mia famiglia e non ho rimpianti”.

QUANDO PARLI DI PROBLEMI COSA INTENDI E COME NE SEI USCITO? “Il più grosso è stato il doping tanti anni fa. Ero a Cuba, ero giovane e c’ero rimasto molto male perché venni accusato di doping, io non avevo fatto nulla, non avevo assunto sostanze, non avevo spiegazioni. Ho dovuto accettare la squalifica”.

COME SONO STATI QUEI 2 ANNI? “Duri, avevo deciso di accettare la squalifica, ma poi non volevo più giocare, ero deluso. La mia famiglia e i miei amici hanno insistito e dopo 4 mesi mi hanno fatto riprendere”.

COME SEI CAMBIATO? “Quando vai avanti con l’età cresci. Trento che è stata la mia prima società, mi ha cambiato: le montagne, il club pieno di campioni e l’ aver vinto tanto mi hanno proiettato verso qualcosa di nuovo. Dopo la squalifica ho riaperto un portone. Il frutto della mia vita l’ho iniziato a cogliere a Trento: ho provato che non avevo bisogno di sostanze proibite”.

MA COME LE MONTAGNE OS? “Ti dico le montagne perché a Cuba siamo tutti in ciabatte, è un’isola, il cambio non solo di gente, ma anche di paesaggio è stato fortissimo. E’ stato utile per me cambiare totalmente cultura e ho imparato cose nuove”.

SPIRITO CUBANO E ITALIANO: COSA SCEGLIERESTI DA ENTRAMBI? “Cuba è piccola, siamo guerrieri, non abbiamo le condizioni per fare tutto, ma ci sono i cubani che vogliono far vedere al mondo le loro capacità. A Cuba c’è tanto talento. Dell’Italia amo la cultura, la tradizione e anche nel volley amo la tradizione che c’è, oltre a studio e professionalità. Per questo è il campionato più forte del mondo”.

SONO ANDATO A CERCARMI UN PO’ DI FOTO DEI TUOI PRIMI CAMPIONATI, NE HAI GIOCATI… “All’inizio giocavo per passione, quando guardavo Despaigne, Giba sognavo, ma non pensavo di raggiungerli. Quello che ho di diverso è la maturità e poi ho tutto quello di cui ho bisogno; all’inizio non avevo neppure le scarpe. Mi porto dietro da dove sono venuto, chi mi ha aiutato. Ci sono amici vivono quello che ho passato io, se posso aiutarli lo faccio volentieri”.

PER DIVENTARE JUANTORENA COSA SI DEVE ALLENARE FISICO, TECNICA, TESTA? “Sono sincero, io credo di avere talento, il talento però si allena. Una volta Stoytchev mi chiese se volessi diventare il più forte al mondo. Io gli dissi sì e lui mi disse che avrei dovuto lavorare sul fisico. Ho iniziato a capire quello che mi diceva giocando ogni tre giorni e ho sfruttato i suoi consigli. La fortuna di giocare con grandi campioni ti fa mantenere alta la concentrazione”.

PENSI ALLA VITTORIA DA QUANDO SEI GIOVANE? “Sì, perdere non mi piace. Quando non avrò questa motivazione credo sarà il momento per fermarmi, ho 36 anni, mi sento forte e credo che posso ancora vincere tanto e ho questa possibilità grazie alle squadre in cui gioco”.

TI RICORDI L’INGRESSO NELLA NAZIONALE AZZURRA? “Benissimo: 2015 a Trento contro l’Argentina, giocare con la maglia azzurra dove ho iniziato il mio percorso è stato magico. L’unico rimpianto è che ho preso questa decisione tardi. Avevo paura di essere visto come un traditore di Cuba, ne ho parlato tanto con la mia famiglia. Ero impaurito anche di rompere gli equilibri di squadra, sono stato accolto come uno di casa, all’inizio ero un po’ timoroso, non ne ho mai parlato con nessuno, ma l’ho vissuta giorno per giorno sempre con più serenità perché ci tenevo”.

VITA SENZA VOLLEY: HAI PAURA? “Difficile dirlo. A questa età non puoi fare programmi. Non punto a dei record, punto a stare bene esprimendo la pallavolo come io credo vada giocata. Ho un’idea da concretizzare: inserirmi nel mondo della procura sportiva”.

LA COSA CHE TI PIACE PIÙ DELLA PALLAVOLO OGGI? “Il livello si è alzato tantissimo, mi stimola; non puoi abbassare mai la guardia. Era inimmaginabile anni fa che la pallavolo diventasse così veloce”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/09-07-2021/volley-eterno-juantorena-io-l-italia-giochi-cuba-doping-4102628574247.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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