Egonu rilancia l'Italia: “L'Olimpiade un dolore infinito. All'Europeo per il riscatto“

Egonu rilancia l'Italia: “L'Olimpiade un dolore infinito. All'Europeo per il riscatto“

“Ho lasciato passare alcuni giorni. Sono stati intensi, duri e colmi di significati. Ho sentito il bisogno di staccare, accettare, elaborare e comprendere. Ho vissuto momenti importanti per la mia crescita, in primis umana e professionale poi. L’esperienza deriva dalla lezione che un fallimento impartisce. Costruire e non demolire. Non esisterà mai una sola sconfitta, per quanto complicata e dolorosa, a farmi dubitare del mio cammino. Torno a sorridere così, a testa alta sempre”. Con un post su Instagram Paola Egonu ha rotto il silenzio post Tokyo. Quei Giochi che dovevano catapultarla nell’Olimpo dello sport l’hanno invece respinta, quell’Olimpiade iniziata con la gioia di essere stata scelta come portabandiera del Cio è finita seduta sul campo dell’Ariake Arena a riflettere con la sguardo perso nel vuoto dopo il quarto di finale perso nettamente contro la Serbia.

La bestia nera azzurra degli ultimi anni (k.o. nella finale mondiale 2018, nella semifinale europea del 2019 e ancora nei quarti di finale all’Olimpiade di Tokyo). Da attesa protagonista a piccola stella senza cielo. Da oggi la 22enne bomber di Cittadella inizia il suo terzo Europeo. L’occasione per dimostrare che la delusione di Tokyo non si cancella, ma si può superare. Che la fuoriclasse azzurra è una pantera ferita, ma non battuta ed è pronta a essere nuovamente il faro dell’Italia di Mazzanti nel torneo che inizia oggi in Croazia e che si concluderà a Belgrado.

PAOLA, HA ELABORATO E COMPRESO QUELLO CHE È SUCCESSO AI GIOCHI DI TOKYO? “Sinceramente ancora non lo so, la sintesi di quello che poteva essere e che invece non è stato non l’ho ancora trovata. Le risposte a quello che è successo le sto ancora cercando. L’unica cosa che provo è tanta delusione per un sogno che abbiamo preparato e inseguito con impegno e sacrifici”.

GLI EUROPEI PERÒ SONO ALLE PORTE… “Sì, quindi devo riuscire a riprendermi. Con l’aiuto della squadra, perché da soli non si va da nessuna parte”.

HA VISSUTO UN’OLIMPIADE A DUE FACCE. LA PRIMA DA SIMBOLO UNIVERSALE DELLO SPORT. “Emozionante. Un’esperienza bellissima che resterà un ricordo indelebile. Credo sia una cosa che se capita, può succedere una volta sola a uno sportivo. Per me è stato un momento fantastico. Prima la gioia della comunicazione, poi il momento della sfilata. Qualcosa di indescrivibile”.

INVECE NELLA SECONDA PARTE DEI GIOCHI È ARRIVATO IL VERDETTO DEL CAMPO. DOPO LE PRIME TRE VITTORIE CON RUSSIA, TURCHIA E ARGENTINA, SONO ARRIVATE LE TRE SCONFITTE IN SERIE CON CINA, USA NEL GIRONE E SERBIA NEI QUARTI CHE VI HANNO ELIMINATO DAL TORNEO. COS’È SUCCESSO? “La ferita è così profonda e fa così male che faccio fatica a pensarci”.

NEMMENO NOIR, IL SUO BULLDOG FRANCESE, È RIUSCITO A FARLE TORNARE IL SORRISO? “Quest’estate tra collegiali, Olimpiade e ora Europei l’ho visto poco”.

L’ESORDIO EUROPEO A 16 GIORNI DI DISTANZA DALL’ELIMINAZIONE OLIMPICA PUÒ AIUTARE A VOLTARE PAGINA? “Non lo so. Certo, il nostro obiettivo è quello di provare a rimetterci in piedi in questa manifestazione e tornare a fare la nostra pallavolo”.

TRA LA CERIMONIA INAUGURALE E LA VOSTRA ELIMINAZIONE C’È STATA ANCHE UN’OLIMPIADE CHE PER L’ITALIA È STATA DA RECORD CON 40 MEDAGLIE. “Beh, sarò scontata, ma l’oro in sequenza di Tamberi nel salto in alto e pochi minuti dopo quello di Jacobs nei 100 metri sono stati qualcosa di incredibile, emozionante”.

DOPO IL DOPPIO FALLIMENTO NEL MASCHILE E NEL FEMMINILE, L’ITALIA DELLA PALLAVOLO SI È INTERROGATA SULLA SCELTA DI NON UTILIZZARE LA NATIONS LEAGUE GIOCATA A RIMINI A INIZIO ESTATE COME “PALESTRA” PER TESTARSI IN VISTA DEI GIOCHI. COSA NE PENSA? “Guardando al femminile è vero che ci sono state squadre che l’hanno giocata e sono arrivate avanti a Tokyo come Stati Uniti e Brasile, ma anche la Serbia è salita sul podio nonostante non abbia partecipato alla Nations League. E poi venivamo da una stagione difficile, lunga e probabilmente sarebbe stato difficile riprendere con una bolla. E credo che lo staff abbia deciso in questo senso”.

SI È PARLATO MOLTO DELL’UTILIZZO DEI SOCIAL. SECONDO LEI, DURANTE UN EVENTO COSÌ, QUANTO POSSONO INFLUIRE SUL RENDIMENTO? “Non credo influiscano”.

SOTTO AL SUO POST SUCCESSIVO AI GIOCHI IN MOLTI HANNO SCRITTO COMMENTI DURI. LE DANNO FASTIDIO? “Io, come tutte le mie compagne in Nazionale, vestendo la maglia azzurra rappresento queste persone. Ogni giorno facciamo dei sacrifici per raggiungere dei risultati. È vero a volte non ci riusciamo, ma ricevere questo tipo di commento non è carino anche perché non richiesti”.

ALLA SUA SECONDA OLIMPIADE FORSE LE ATTESE NEI SUOI CONFRONTI ERANO ELEVATISSIME: COME SI SPIEGA LA DIFFERENZA DI RENDIMENTO TRA IL CLUB (CONEGLIANO) E LA NAZIONALE? «Non è bello e corretto fare questi confronti. A Conegliano gioco in una squadra di alto livello, l’Italia invece è un gruppo giovane che sta crescendo. Ma i conti li facciamo alla fine”.

Le avversarie sono avvisate: Paola Egonu si sta leccando le profonde ferite di Tokyo. Troverà le risposte in tempo? L’Europeo chiama, c’è da confermare il podio del 2019 e magari scalarlo fino all’oro che manca dal 2009. La piccola stella senza cielo cerca di nuovo il suo firmamento.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/20-08-2021/volley-egonu-rilancia-l-italia-olimpiade-dolore-infinito-europeo-il-riscatto-420587586650.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
Valutazione: