De Giorgi: “Valori, regole e gruppo: ecco perché vola l’Italia dei giovani“

De Giorgi: “Valori, regole e gruppo:  ecco perché vola l’Italia dei giovani“

Si racconta che nelle prime stagioni di Nazionale (siamo alla fine degli Anni 80) Fefé De Giorgi fosse uno degli azzurri più scatenati, con travestimenti degni di un professionista e scherzi che sono diventati parte della storia (non ufficiale) della pallavolo italiana. Oggi da c.t. (59enne) con occhialini da professore De Giorgi ha un modo molto più compassato di porsi. “La parte ludica della mia vita diciamo che l’ho chiusa ai tempi in cui giocavo - racconta il c.t. di Squinzano, località che in epoca non sospetta gli ha intitolato il locale palasport -. Fai un percorso, cresci e certe cose non le fai più. Comunque non è vero che non faccio più battute (De Giorgi è soprannominato il cabarettista del volley e se la cava molto bene anche sul palco, ndr). Con i ragazzi ne faccio anche oggi e ridiamo un sacco…”.

SI PARLA TANTO DI UN CAMBIAMENTO DELL’ITALIA: IN CHE COSA CONSISTE?

“Io non so come fosse prima. Quindi non so fare raffronti. So quello che abbiamo fatto. La nostra idea principale era quella di agevolare un ricambio generazionale (l’Italia è infatti la più giovane fra le 24 squadre del torneo, ndr). E su questo abbiamo introdotto alcuni concetti su cui punto molto. Il valore della maglia azzurra, l’etica del lavoro, la disponibilità verso il gruppo e naturalmente l’aiutarsi in campo. La risposta dei ragazzi è stata eccezionale ed è per questo poi che certi risultati sono arrivati così. Ho trovato una predisposizione grandissima in tutti. Questo ha facilitato le cose anche in un’ottica di tempi, che noi non avevamo”.

SI È TRATTATO ANCHE DI UN CAMBIAMENTO TECNICO NEL MODO DI GIOCARE. OGGI I DUE SCHIACCIATORI (LAVIA E MICHIELETTO) HANNO CARICHI IN ATTACCO MOLTO IMPORTANTI. PER CERTI VERSI SEMBRA DI ESSERE TORNATI ALLA PRIMA ITALIA VINCENTE, QUELLA DI VELASCO, FINE ANNI 90.

“È molto una questione di equilibri. La nostra è una squadra abbastanza bilanciata, ha una buona linea di ricezione. È vero che gli attaccanti di banda possono trovarsi con un carico di palloni importanti da gestire, ma tutto il sistema si fonda sull’equilibrio di squadra. La nostra Nazionale non si basa su un solo terminale offensivo, il gioco è abbastanza spalmato fra tutti. Anche se qualcuno può avere un carico maggiore. Questo può essere un vantaggio: si tolgono punti di riferimento agli avversari. Poi abbiamo insistito molto su quei fondamentali dove la volontà, la voglia di arrivare fanno la differenza. Penso alla difesa e alle coperture: voglia e attenzione sono decisive per salvare una palla in più. Sempre grazie alla disponibilità del gruppo siamo riusciti ad avere anche una squadra molto ordinata a muro. E questo può rivelarsi un vantaggio importante”.

ALCUNI DI QUESTI CONCETTI, AD ESEMPIO QUELLI DEI VALORI E DELLE REGOLE, ARRIVANO DALLA SUA LUNGHISSIMA ESPERIENZA IN NAZIONALE COME GIOCATORE?

“Nel passaggio da atleta a tecnico ti porti dietro tante cose che sono state parte del tuo bagaglio. Prendi un po’ da tutti i tecnici con cui hai lavorato. Comunque è chiaro che alcuni concetti cardine arrivano da quel periodo”.

LE 7 VITTORIE (2 SET PERSI SOLTANTO) SONO ANCHE IL FRUTTO DELLA QUALITÀ DELLA SQUADRA?

“Ho sempre creduto nel valore di questo gruppo. E l’ho detto ai ragazzi fin dalla prima volta che abbiamo iniziato a lavorare assieme in palestra”.

SE QUALCHE SETTIMANA FA LE AVESSERO DETTO CHE L’ITALIA SI SAREBBE TROVATA A QUESTO PUNTO, CI AVREBBE CREDUTO?

“Quando inizi un percorso hai sempre le migliori intenzioni per i risultati da raggiungere. Ma è difficile dire prima dove possa andare a terminare una strada. Anche perché noi stiamo ancora giocando. L’Europeo non è ancora finito…”.

GIUSTO. QUINDI ANDIAMO ALLA GARA DI DOMANI: SEMIFINALE CON LA SERBIA. CHE PARTITA SARÀ?

“Sono una squadra forte. Hanno cose che fanno molto bene, ma - come tutti - hanno anche loro i punti in cui possiamo inserirci. È essenziale che noi riusciamo a mantenere il nostro livello di gioco: parlo dell’efficacia in battuta con servizi alternati, la buona linea di ricezione. Continuare a toccare tanti palloni a muro e poi la difesa. Queste sono state le nostre armi fino ad ora. Dobbiamo insistere su questa strada. E’ abbastanza scontato dire che sarà una partita molto difficile. Ma se noi continuiamo con quello che abbiamo fatto fino ad ora, possiamo risultare molto fastidiosi per gli avversari”.

DOPO LA GRANDE VITTORIA CONTRO LA GERMANIA NEI QUARTI DI FINALE COME HA VISTO I SUOI RAGAZZI?

“Sono molto soddisfatto di ciò che i ragazzi hanno fatto fino ad ora, così come posso dire che sono molto felice di essere il commissario tecnico di una squadra con tante qualità non solo tecniche, ma anche caratteriali. Non credo però che ci sia un senso di appagamento nel nostro gruppo. Noi siamo qui per arrivare il più avanti possibile”.

CI SONO ANCORA DUE PARTITE…

“Per noi il lavoro non è ancora finito”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/17-09-2021/volley-ct-azzurro-de-giorgi-ecco-perche-vola-l-italia-giovani-4201293639048.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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