De Giorgi: “Questa Italia ha ancora fame, il progetto è finalizzato all'Olimpiade“

De Giorgi: “Questa Italia ha ancora fame, il progetto è finalizzato all'Olimpiade“

TUTTO IN 12 MESI DALLA CHIUSURA DEL RAPPORTO CON LA LUBE CIVITANOVA FINO AL TRIONFO IN NAZIONALE ALL’EUROPEO. TANTE EMOZIONI IN 12 MESI SOLTANTO VERO FEFÉ DE GIORGI?

“E’ stato un anno intenso come va di moda dire. La gioia per la vittoria in Coppa Italia a Civitanova e subito dopo la delusione per un rapporto che si chiudeva. Pochi settimane e c’è stata chiamata in Nazionale, la grande soddisfazione per la vittoria all’Europeo, una gioia profonda. Come dico spesso ai ragazzi bisogna “attraversare la partita” sapere che si deve arrivare dall’altra parte della riva”.

LA VITTORIA ALL’EUROPEO È STATA PARTICOLARE, ANCHE PER CHI NE HA PASSATE TANTE COME LEI.

“Molto veloce sul campo, ma c’era un lungo percorso di preparazione durato anni per arrivare a questo momento. Dal battesimo ortodosso (con bagno nelle acque siberiane in pieno inverno quando allenava in Russia, ndr), alle stagioni in Polonia in cui sono passato a vincere tutto sulla panchina dello Zaksa a un’avventura in nazionale polacca durata solo tre mesi. In questi anni ne ho viste davvero tante”.

SI PUÒ DIRE CHE IL MESTIERE DEL COACH È MOLTO INSTABILE. DALLE CITAZIONI NELLE OMELIE ALLA POLVERE.

“Anche a questo ti devi abituare, fa parte di quel percorso di attraversare la partita di cui sopra. Ho sintetizzato questa capacità di adattarsi con una massima “Festeggiare con sobrietà e deprimersi con coraggio”. Non prendersi troppo sul serio, mantenere una buona dose di autoironia e ripartire. È chiaro che sul momento c’è rabbia quando finisce una storia, ma con il tempo impari a gestirla”.

LE SUE PAROLE NEL TIME OUT DELLA FINALE SONO DIVENTATE TALMENTE FAMOSE DA FINIRE IN UN’OMELIA DI NATALE. CHE IMPRESSIONE LE HA FATTO?

“Subito sono rimasto sorpreso, mi ha ovviamente fatto piacere. Credo che sia il sintomo che quanto abbiamo fatto è arrivato alla gente. Anche se il paragone con Gesù è tosto da sopportare… Quindi subito dopo sono andato a scrivere una lettera ai Corinzi… Si scherza naturalmente. Fa parte della filosofia di non prendersi troppo sul serio”.

A PROPOSITO DI PRESSIONI. NEL 2022 TUTTI SI ASPETTANO UN GRANDE RISULTATO AL MONDIALE (IL PODIO). LO SA VERO?

“Come dico sempre ai ragazzi non sono troppo preoccupato per le pressioni che ci possono mettere da fuori, tifosi, addetti ai lavori o dirigenti. Quelle che contano sono le pressioni che ci mettiamo noi. L’idea è continuare il percorso di crescita che abbiamo iniziato in questa stagione che non è solo vincere le partite, ma i valori che abbiamo portato avanti, lo spirto del gruppo e il senso della maglia azzurra. Non metto le mani avanti se dico che il progetto è finalizzato al 2024. Perché questa squadra, questo gruppo li vedo ancora con la fame negli occhi, è un gruppo giovane, non credo che si possa sentire appagato per la vittoria. D’altra parte la vittoria a Katowice se la sono andati a prendere loro, i ragazzi. Hanno dimostrato di sapersi fare carico delle responsabilità. Faranno di tutto per non fermarsi. E noi siamo pronti a prenderci le critiche della prima sconfitta”.

A PROPOSITO AVETE VINTO L’EUROPEO CON LA SQUADRA PIÙ GIOVANE (ETÀ MEDIA 24 ANNI). SI PUÒ PUNTARE SUI GIOVANI D’ITALIA?

“Prima di sapere il risultato dell’Olimpiade avevo deciso che era il momento di dare spazio a giovani di qualità. E non parlo solo di doti tecniche, ma anche umane. Quando a luglio siamo partiti non è che ci credessero in tanti al di fuori del nostro gruppo. Poi le cose sono cambiate. E’ successo tutto in fretta, per questo il mio grazie allo staff è ancora più grande. Non era facile”.

HA VINTO 3 MONDIALI DA GIOCATORE, PUÒ FARE UN CONFRONTO CON QUESTO SUCCESSO?

“Sono intensi tutte e due le sensazioni. Da allenatore forse hai la possibilità di gustartelo molto più a lungo anche nelle settimane che sono seguite. Un retrogusto più lungo. Come è diverso viverlo il giocatore si concentra su partita e allenamenti poi può “staccare”. Da allenatore ci pensi 24 ore al giorno”.

PER QUESTO HA DECISO DI FARNE UN LIBRO, NOI, ITALIA, SEGUENDO LO SLOGAN CHE AVEVATE ALL’EUROPEO?

“L’idea mi è venuta per dare una risposta alla domanda che mi è stata ripetuta più volte: “come avete fatto”. In realtà dietro questa vittoria, come dietro quella femminile, c’è molto. C’è un progetto federale che vuole sì vincere, ma vuole anche lanciare un messaggio, coi valori che fanno parte della nostra vita”.

L’ANNO APPENA INIZIATO SARÀ UN MOLTO INTENSO?

“Nations League, Mediterranei, Mondiali, tornei under 22. Per questo avremo un gruppo allargato da cui attingere. E i giovani avranno ancora spazio”.

SOTTO I CALICI DEL BRINDISI CHE SOGNO O DESIDERIO HA ELABORATO?

“Sappiamo che sarà un anno difficilissimo. Noi ci saremo. Abbiamo appena iniziato l’avventura, dobbiamo ricordare come siamo arrivati qui”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/02-01-2022/volley-de-giorgi-italia-ha-ancora-fame-progetto-finalizzato-olimpiade-430717806651.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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