Dal Brasile a Vibo ecco Douglas, icona gay del volley: “Mi dicevano: se lo dici, ti tagliano fuori. E invece...”

Dal Brasile a Vibo ecco Douglas, icona gay del volley: “Mi dicevano: se lo dici, ti tagliano fuori. E invece...”

Due Olimpiadi giocate, un oro vinto, da anni icona omosessuale e, dopo i Giochi di Tokyo, fenomeno social con oltre 3 milioni di follower. Il 26enne Douglas Souza da qualche giorno è sbarcato a Vibo Valentia per la sua prima avventura lontano dal Brasile.

PERCHÉ HA SCELTO L’ITALIA?

“È il Paese guida della pallavolo mondiale e ho capito che per la mia carriera era il momento giusto per testarmi lontano da casa”.

COSA L’HA CONVINTA DEL PROGETTO VIBO VALENTIA?

“Il fatto che in squadra saremo tre brasiliani (con lui lo schiacciatore Mauricio Borges e il centrale Flavio, ndr). È la mia prima esperienza internazionale e penso che questo aspetto possa aiutarmi nell’inserimento. Inoltre conosco connazionali che hanno giocato qui a Vibo e mi hanno parlato molto bene del club”.

COSA SI ASPETTA DALLA SUA AVVENTURA NELLA SUPERLEGA?

“Spero di evolvere come giocatore e come persona. Crescita che arriverà non solo in campo, ma anche fuori”.

A QUALE GIOCATORE SI ISPIRA?

“I miei connazionali Dante e Sergio, ho seguito molto le loro carriere. Con Sergio ho anche avuto il piacere di giocare”.

COME HA VISSUTO QUESTI DUE ANNI DI PANDEMIA?

“Nei primi cinque mesi ho trascorso la quarantena a casa, prendendomi cura di me stesso, della mia salute mentale. Poi sono tornato alla mia vita normale, con allenamenti e partite. Per me questo periodo a casa è stato molto importante per imparare a conoscermi, per imparare come funziona questo nuovo mondo”.

L’ITALIA È ANCHE MODA: LE PIACEREBBE SFILARE?

“Non riesco a immaginarmi come modello, ma mi piacerebbe. Amo la moda e credo che noi giocatori possiamo uscire dagli schemi ed essere ciò che vogliamo”.

CHE RICORDO HA DI RIO 2016?

“La medaglia d’oro. L’aver giocato in casa, nel Maracanãzinho completamente affollato, è il ricordo più bello”.

“Un’esperienza straordinaria e la mia carriera ha fatto un grande salto. Le persone che ammiro hanno iniziato a mandarmi messaggi, anche il grande pubblico si è divertito a seguirmi sui social media, perché ho condiviso un po’ il dietro le quinte del Villaggio Olimpico”.

LEI È UNO DEI PALLAVOLISTI PIÙ SEGUITI AL MONDO SUI SOCIAL MEDIA: SOLO SU INSTAGRAM SONO 3 MILIONI. PERCHÉ È COSÌ SEGUITO?

“È difficile da spiegare. Ho dimostrato alle persone il mio modo di essere, leggero, divertente, giocando. Penso che il pubblico si sia divertito a conoscere la mia personalità, chi sono anche fuori dal campo. Il pallavolista Douglas Souza è anche streamer, youtuber, influencer. Spero di poter ispirare anche altri atleti”.

SPESSO SI RIPRENDE MENTRE GIOCA AI VIDEO GAME E SPIEGA AI SUOI FOLLOWER COME SUPERARE I VARI LIVELLI: DA DOVE NASCE L’IDEA DI FARE LO STREAMER?

“È successo! Gioco da quando ero bambino, molto prima di conoscere la pallavolo. E mi sembrava divertente condividere questa passione”.

NEL SUO VIAGGIO VERSO L’ITALIA HA AVUTO UNA BRUTTA ESPERIENZA ALL’AEROPORTO DI AMSTERDAM: COSA È SUCCESSO?

“A una parte di persone non è stato chiesto il motivo del loro ingresso in Europa mentre altri, tra cui latinos, neri, oltre a me a al mio ragazzo che siamo gay hanno voluto sapere tutto. Avevamo tutti i documenti in regola ma queste persone ci hanno fatto aspettare ore per provare a mettere in discussione cosa avremmo fatto in Europa (su Instagram il brasiliano ha postato una storia, ndr)”.

LEI È DICHIARATAMENTE OMOSESSUALE: PENSA CHE CI SIANO GIOCATORI DI PALLAVOLO CHE NON HANNO IL CORAGGIO DI FARE COMING OUT? ANCHE IN ITALIA?

“Credo che possa esistere, certo. Non solo nella pallavolo, ma in qualsiasi professione. Sfortunatamente, sappiamo come il mondo possa essere violento e avere pregiudizi sulla sessualità delle persone”.

È MAI STATO DISCRIMINATO DENTRO E FUORI DAL CAMPO DA PALLAVOLO A CAUSA DEL SUO ORIENTAMENTO SESSUALE?

“Sì. È impossibile per una persona omosessuale nel 2021 non subire alcun tipo di pregiudizio. Se non hai sofferto è perché non te ne sei accorto. Quando ero nelle giovanili e stavo arrivando in nazionale, sentivo dire dalla gente: “Guarda, devi nasconderti. Se arrivi nella nazionale brasiliana parlando e camminando così, ti tagliano fuori, ti mandano via. Non vorranno saperne”. Oggi sono la prova che si sbagliavano. Non ho mai nascosto il fatto di essere gay. Ora, la gente mi ha conosciuto grazie alle Olimpiadi, e questo mi ha dato questa grande visibilità”.

È ATTUALMENTE FIDANZATO?

“Ho un ragazzo e viviamo insieme”.

HA IN PROGRAMMA DI SPOSARSI?

“È il mio sogno. Ma aspettiamo che passi questa pandemia”.

VUOLE AVERE DEI BAMBINI?

“Abbiamo già due figlie a quattro zampe, Zoe e Chloe. Ma voglio avere figli in futuro, almeno un paio”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/17-09-2021/dal-brasile-a-vibo-ecco-douglas-icona-gay-volley-4201293312615.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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