Da Lavia a Stefani, i talenti italiani alla conquista della Superlega

Da Lavia a Stefani, i talenti italiani alla conquista della Superlega

Effetto Nazionale sul campionato italiano. La vittoria dell’Europeo e del Mondiale Under 21 ha rilanciato gli azzurri, anche quelli più giovani che hanno trovato spazio in Superlega. Non tutti ovviamente, e non per tutti il post “notti magiche azzurre” è stato solo sorrisi ed entusiasmo e, considerato che questa è la stagione che porta al Mondiale, un anno di esperienza in più vuol dire tanto. In casa Trento ci sono entrambe le facce della medaglia d’oro: «La stagione sta andando ben oltre le mie aspettative. Sono veramente felice di essere qui - dice Daniele Lavia, uno dei protagonisti dell’oro europeo e ora colonna portante del modulo a tre schiacciatori dell’Itas -. È un gruppo spettacolare, i risultati arrivano e sto imparando cose nuove in questo ruolo da opposto. L’Europeo ci ha fatto sicuramente crescere in termini di consapevolezza, che esperienza ti dà giocare partite decisive in una competizione fra le più difficili al mondo».

A Trento si è creato anche un gruppo molto unito: «Sì e il salto di qualità arriva anche dall’intensità degli allenamenti con un tecnico che ci stimola e ci stima». È andata un po’ meno bene a Giulio Pinali, opposto titolare dei campioni di De Giorgi ma relegato in panchina dalle scelte di Lorenzetti (che lui sapeva prima di andare): «Un po’ mi dispiace è ovvio. Sento il bisogno di giocare e di trovare più spazio». Una preoccupazione in chiave Nazionale? «Anche, l’abitudine a giocare ti dà anche l’esperienza per gestire determinate situazioni con meno esitazioni». Il bomber bolognese però non si scoraggia: «Ho scelto Trento per la qualità della squadra e la possibilità di allenarmi in un certo modo e anche questo è molto importante. È un gruppo fantastico con tanta voglia di lavorare e migliorare. L’Europeo ci ha lasciato una carica di energia e di voglia di fare bene anche in Superlega».

INVESTITURA

—   Da Trento ci si sposta a Padova dove dalla passata stagione Mattia Bottolo sta facendo vedere tutto il suo talento. Lo schiacciatore, che alla prima stagione da protagonista in Superlega ha convinto il c.t. De Giorgi a portarlo nei 14 che hanno conquistato l’Europa, si sta confermando uno dei migliori martelli del nostro campionato. Con 213 punti è il miglior marcatore italiano della Superlega - 10° assoluto

  • e la scorsa settimana De Giorgi ha confermato che è il prospetto azzurro che in questa stagione lo sta impressionando di più. «L’estate in Nazionale mi ha dato una maggior consapevolezza dei miei mezzi - racconta lo schiacciatore della Kioene Padova -. Una volta tornato nel club poi mi sono trovato a fare i conti una situazione, credo simile a quelli di altri miei compagni nell’Italia. Alla luce di quel risultato abbiamo più responsabilità, ma credo che questa sia una cosa positiva, fa parte della nostra crescita». Non tutti gli azzurri oro europeo a Katowice o oro mondiale under 21 stanno trovando continuità di impiego in questa stagione. «Non conosco le motivazioni - dice Bottolo - ma auguro loro di sfruttare al meglio le occasioni che avranno come successo a Crosato (centrale di Padova, ndr) in Coppa Italia. Contro Perugia ha giocato per un set e mezzo dimostrando il proprio valore».

CONTA GIOCARE

—   Se Padova è un esempio per la forza di investire sui giovani talenti, quest’anno anche Cisterna sta puntando su Tommaso Rinaldi, uno dei migliori prospetti italiani nel ruolo di schiacciatore. Figlio d’arte, il 20enne campione del mondo under 21 sta vivendo la prima stagione da titolare. «La vittoria in azzurro nel torneo iridato giocato a Cagliari ha rappresentato la fine di un cerchio - racconta Rinaldi -. Ora siamo chiamati a dimostrare di poter ben figurare in Superlega. Personalmente il mio bilancio è positivo. Cerco ogni giorno di migliorare provando a imparare dai compagni più esperti. Penso che il mio carattere, un mix di grinta e positività, mi aiuti». Per Rinaldi quella di Cisterna non è però la prima volta in uno spogliatoio di una squadra di Superlega. Nelle precedenti due stagioni era a Modena dove ha studiato da big del calibro di Zaytsev, Christenson, Grebennikov e Anderson. «L’avventura in Emilia mi ha aiutato ad apprendere le caratteristiche di un giocatore vincente - continua Rinaldi -. Ma a tutto questo mancava il campo nelle partite ufficiali. E quest’anno ho scelto di andare a Cisterna per testare tutto quello che ho appreso a Modena». Una crescita con due pit stop per Covid. «Finalmente mi sono negativizzato. è stata la seconda volta che ho contratto il virus. Nel 2021 sono stato positivo per 25 giorni, quest’anno per 16». Il dilemma del “posto assicurato” Bottolo lo spiega così. «Poter trovare spazio con continuità è importante perché ci sono fattori che non puoi affrontare e allenare in allenamento. Per dei giocatori giovani fare esperienza trovando il campo con frequenza è fondamentale».

A METÀ STRADA

—   Tommaso Stefani ha scelto la strada meno facile andando a Taranto dove ha davanti un bomber esperto come Giulio Sabbi. Ma scontati i postumi della distorsione che l’ha fermato per qualche tempo, si sta ritagliando il suo spazio nella squadra del tecnico Di Pinto. L’ultima vittoria netta con Verona l’ha visto in campo titolare: «Sono arrivato dal Mondiale Under 21 carichissimo. Non avevo garanzie di giocare quando sono venuto a Taranto, ma il tecnico mi ha sempre confermato la sua fiducia. La Prisma ha fatto una scommessa puntando su di me e io ci tengo a confermare che ha fatto bene. Stimo tantissimo Giulio e la competizione alza anche il livello dell’allenamento: se uno è un po’ scarico ci pensa l’altro a tenere alta la tensione. Così si migliora».

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/21-01-2022/volley-talenti-italiani-conquista-superlega-4301028018963.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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