Conegliano fa 74: è record! Bonafede del Vallefoglia vittima di un malore

Conegliano fa 74: è record! Bonafede del Vallefoglia vittima di un malore

CONEGLIANO-TRENTO 3-0 (25-13, 25-11, 25-20)

—   Conegliano detronizza il Vakifbank dal Guinness dei primati cogliendo la vittoria consecutiva numero 74 in poco meno di due anni. Le pantere non si fanno sfuggire l’occasione di avere di fronte Trentino, il cui livello tecnico si è confermato ampiamente inferiore a quello delle campionesse in carica. Santarelli deve rinunciare a Courtney, a riposo precauzionale per un leggero risentimento muscolare. Bertini schiera il sestetto consueto e prova a forzare, senza esito col servizio. Le padrone di casa dominano a muro e, col rientro di De Gennaro, ritrovano ritmo e velocità nella costruzione del gioco. I primi due parziali sono impietosi per le ospiti, che provano comunque nel terzo a resistere alle bordate di Egonu, Folie, De Kruijf, Plummer e alla regia attenta di Wolosz. Non c’è fondamentale in cui Conegliano non imponga la sua legge, mantenendo anche l’imbattibilità casalinga, che dura dal marzo 2019 e puntando ad allungare ancora la striscia vincente già da mercoledì sera, sempre tra le mura amiche. L’esordio stagionale in Champions League sarà contro le serbe dello Zok Ub, qualificate dai turni preliminari. Trentino, con la settima sconfitta consecutiva, rimane ultima nella classifica dominata da Conegliano.

NOVARA-ROMA 3-0 (25-23, 25-22, 25-18)

—   Resta in scia della dominatrice Conegliano la Igor Novara, che pur senza esprimere la sua migliore pallavolo, supera in tre set una volenterosa Acqua & Sapone Roma. La squadra di Saja ha il merito di tenere testa alle padrone di casa per larghi tratti della gara, ma nei finali di set la maggiore caratura tecnica di Chirichella e compagne ha fatto puntualmente la differenza. Avvio in altalena per Novara, che prima scappa sul 4-1, poi si fa riprendere a quota 8 e quindi ingaggia un serrato testa a testa, con Roma che sfrutta bene il gioco al centro, mentre la Igor si affida soprattutto a Karakurt e Daalderop (15-15; 19-19). Un gran muro di Trnkova proprio sull’olandese gira l’inerzia del punto a punto, Klimets dalla seconda fa 20-21, ma due errori consecutivi di Cecconello ribaltano ancora la situazione sul 22-21 ed è Hancock, con un gran tocco di seconda a conquistare il primo set ball. Al primo tentativo Karakurt chiude con il muro vincente su Cecconello (25-23). L’avvio di secondo set conferma l’equilibrio della prima frazione, con Roma che mostra grande personalità, trascinata da Klimets, imprendibile per il muro di Novara (10-10). Quel che non producono a muro, i centrali novaresi lo ottengono in attacco, dove sia Washington che Chirichella si rivelano uscite sicure per Hancock. Daalderop dalla seconda apre il break della Igor, che sul 15-12 costringe Saja al time out. Bosetti e Washington con due muri allungano il parziale, chiuso da Bugg di seconda sul 17-13. Si accende, però, anche Karakurt e Novara scappia via sul 20-14, prima di andare a chiudere, pur con qualche fatica extra, sul 25-22, ancora con la parallela dell’opposto turco. Sotto di due set l’Acqua & Sapone resta comunque bene dentro la partita e l’avvio di terzo set lo conferma, con un parziale di 1-4, frutto di tre muri vincenti. Roma, lavora bene in difesa e e tiene sino al 6-10, con Lavarini costretto a spendere il time out. Novara fatica, però, a trovare continuità in attacco, complice la grande applicazione delle romane in difesa, dove leggono bene le traettorie di Bosetti e compagne. La spallata la danno Bonifacio e Daalderop, che riportano la Igor a meno 1 e poi con un gran muro a due chiudono il gap sul 13 pari. Novara mette la freccia ancora con il muro sul 15-14, Lavarini cerca anche di fare un poco di turn over, cambiando la diagonale ed inserendo Herbots per Daalderop. Proprio sulla battuta della belga, tre punti consecutivi della capitana Chirichella indirizzano il finale di set (20-17). A mettere set e partita in ghiaccio ci pensa Bosetti, ed ancora la capitana con l’ace conquista il match point, trasformato al primo tentativo proprio da Caterina, per il 25-18.

PERUGIA-SCANDICCI 0-3 (21-25, 22-25, 22-25)

—   Netta vittoria della Savino Del Bene Scandicci al PalaBarton, al cospetto di una Perugia orfana dell’acciaccata Valentina Diouf (e con la Bauer rimasta in panchina) e spesso in balìa delle toscane. Eppure, la squadra di casa di Luca Cristofani ha lottato in ognuno dei tre set, ma nelle fasi cruciali è emerso il maggior tasso tecnico della squadra di Massimo Barbolini, che è andata così a vincere in tre set. Nella prima frazione proprio Scandicci aveva allungato sino al 9-14, prima della rimonta perugina ispirata da una Guerra (7 punti nel set) in grande spolvero, che con un doppio ace (15-15) aveva fatto sperare di invertire l’andamento. Poi però è stata la Pietrini (7 punti nella frazione) a salire in cattedra e trascinare le compagne al successo, mettendo anche a terra con un attacco in diagonale il punto finale (21-25). Nel secondo set meglio in avvio le ragazze di casa di Cristofani, avanti sino al 14-12 ancora con la Guerra (17 punti totali per lei) protagonista, assistita dalla giovanissima Nwakalor in continua crescita. Dall’altra parte si sono poi scatenate l’ex Angeloni (5 punti nel set) e la stessa onnipresente Pietrini (6 punti nella frazione), che hanno prima permesso a Scandicci di di allungare sino al 15-17 e poi nel finale è stato il pallonetto della Lippmann a chiudere i giochi (22-25). Nel terzo set c’è stato un equilibrio iniziale (6-6) che aveva pure fatto pensare ad una reazione delle perugine, ma poi le toscane hanno allungato sul 10-15 e su quel margine hanno costruito un successo che non è stato mai messo in discussione (pur se Perugia ha reagito con la Diop sino al 21-23) andando a chiudere la partita con l’attacco della Lippmann e quello finale (22-25) della Pietrini (MVP e miglior realizzatrice del match con 18 punti al pari della stessa Lippmann).

FIRENZE-VALLEFOGLIA 3-2 (15-25, 21-25, 25-13, 26-24, 15-11)

—   Un match rocambolesco quello tra Firenze e Vallefoglia. Ma il risultato sportivo passa in secondo piano rispetto a quello che è successo sulla panchina della squadra marchigiana. All’inizio del quarto set, l’allenatore Fabio Bonafede, si è messo a sedere, gli è stata portata un po’ d’acqua ed è finito a terra. Momenti di autentico panico intorno al tecnico biancoverde, che ha avuto un malore ed è stato portato via dal PalaRialdoli di Scandicci in ambulanza. Fortunatamente, alla fine, la situazione è risultata essere meno grave di quanto apparso in un primo momento. Arrivato all’ospedale di Torregalli, Bonafede si è rialzato in piedi e ha dato segnali di aver ripreso coscienza: si è trattata di una forte reazione allergica che non gli ha impedito di tornarsene a casa, in pullman, con la squadra. Un pomeriggio, certamente non facile, per la Megabox che sembrava avviata ad una bella, quanto importante vittoria esterna e che invece ha finito per perdere al tie break. Partenza forte per le ospiti che hanno vinto in carrozza la prima frazione di gioco grazie anche all’apporto Kosheleva e Bjelica, autrici di 5 punti (a testa). Firenze non ce la fa a reggere e perde il set 15-25. Nel secondo parziale, Il Bisonte cerca di ritirarsi su e parte sicuramente meglio rispetto al primo set. Si va avanti punto a punto, ma il break definitivo per le ospiti arriva nel finale, con Kosheleva sempre sugli scudi. Problemi di ricezione invece per Firenze che hanno determinato difficoltà nello sviluppare il gioco. Il terzo set segna la riscossa delle padroni di casa. Aumentano le percentuali in difesa per le padroni di casa e Belien e Sylves possono finalmente entrare in partita. Sorokaite e Nwakalor invece sono molto costanti. Dall’altra parte da segnalare un contestuale calo di una protagonista come Kosheleva. Il quarto set è quello dell’episodio che ha colpito Bonafede e anche quello dell’incredibile rimonta de Il Bisonte. Vallefoglia si ritrova sopra 5-1 al momento del malore del proprio tecnico. Poi rientra in campo e invece di essere scossa per l’accaduto, allunga addirittura fino a portarsi a più sette. Salvo poi cadere sotto i colpi di una straordinaria Nwakalor, autrice di 10 punti in un solo parziale (questo). Annullato un match point sul 23-24, le azzurrine vincono ai vantaggi 26-24 e si va così al quinto. Nel tie break poi si completa l’impresa delle padrone di casa che portano a casa due punti preziosi e restano in scia delle grandi di questo campionato. Mentre ci sono tante recriminazioni da fare per Vallefoglia che resta in piena zona retrocessione, ma che almeno smuove la classifica con un punticino.

BERGAMO-BUSTO ARSIZIO 1-3 (25-22 20-25 23-25 15-25)

—   Busto Arsizio passa in rimonta a Bergamo uscendo alla distanza contro un’avversaria che tiene per tre set poi crolla sotto i colpi dell’artiglieria pesante. I valori emergono sul lungo periodo e disegnano un copione che segue i binari della logica. L’impatto delle orobiche è privo di ogni timore e, nel segno di Lanier (7 punti 55%), l’8-2 è un primo segnale. Che si trasforma in un solco sul quale le padrone di casa costruiscono il tesoretto per portarsi avanti, resistendo anche al tentativo di rientro ospite che si ferma al – 2. La reazione, come logico, arriva soltanto in differita di qualche minuto. Con Busto che stacca nel cuore della ripartenza (13-16) e controlla fino al traguardo trascinata da una poderosa Mingardi (9 palloni a terra, 61%). Riequilibrato il discorso le bustocche fanno valere tutto il loro tasso tecnico mantenendo costantemente le redini pur con la compagine di Giangrossi sempre con il fiato sul collo fino all’aggancio a quota 22. Lo scatto però è ancora delle “farfalle” che mettono la freccia 23-25. Una sfida vissuta sul filo dell’equilibrio con una Bergamo alquanto coriacea al cospetto di una contendente d’indubbia consistenza, naturalmente rompe l’inerzia proprio con il terzo periodo. Nel quarto, infatti, Unet mette subito la marcia giusta (0-7) e una pietra pressoché determinante sul successo pieno. Dopo un’ora e mezza alla pari Loda e compagne cedono il passo (3-13) lasciando strada libera al monologo biancorosso.

CHIERI-CUNEO 3-2 (25-18, 14-25, 25-22, 23-25, 15-11)

—   Il dodicesimo derby tra la Reale Mutua Fenera Chieri e la Bosca S.Bernardo Cuneo va alle padroni di casa, non senza le emozioni di un ennesimo tie-break (15-11). Una partita altalenante, da entrambe le formazioni, che alla fine premia una maggior tenuta mentale e un maggior ordine in campo proprio delle biancoblù. Il primo set viene condotto e gestito dalle chieresi sotto ogni punto di vista, tanto nel fondamentale a muro, quanto dai nove metri, mettendo in difficoltà Cuneo che registra un misero 9% in attacco e che deve arrendersi infine 25-18. Ma Cuneo rientra in campo per il secondo parziale forte della sua ricezione, tra le migliori di tutto il campionato, e di una Kuznetsova che trascina le compagne, arrivando addirittura a costruire 10 palle set. Più che sufficienti per chiudere il set 14-25 e rimettere così la sfida in parità. Da segnalare in questo caso una Chieri che conclude con appena il 4% in attacco e costretta ad un ampio turnover. Nel terzo set le biancoblù, che si vedono subito surclassare 6-10, rientrano dal time-out con la giusta carica per riuscire a ribaltare lo svantaggio e passare addirittura a condurre. In questo frangente è Francesca Villani l’artefice di una serie positiva sia al servizio che in attacco, che ridà fiducia alle compagne. Con qualche errore di troppo in battura, Cuneo si arrende 25-22. La capacità delle cuneesi si manifesta però nuovamente alla ripresa del set successivo, nella pausa riescono sempre ad archiviare la prestazione non ottimale per rientrare in campo e imporre il proprio gioco. Il +3 conquistato non di certo con semplicità dalle ospiti viene però annullato sul 12-12. Una parte centrale di parziale giocato in perfetto equilibrio e che prosegue così fino al 21-21. Con percentuali tutte più alte, eccetto il muro, Cuneo chiude di misura 23-25. Le gatte tirano fuori gli artigli per trascinare la sfida al quinto set. Dopo aver subito e recuperato diversi break in apertura, da entrambe le parti della rete, Chieri spinge e impone il proprio gioco costringendo coach Pistola a fermare il gioco. Chieri va al cambio campo sull’8-5, incrementando il vantaggio fino al +5. Weitzel, con 4 punti e il 100% in attacco, chiude ogni chance di recupero alle avversarie. La tenuta delle chieresi si fa sentire e chiude del tutto i giochi sul 15-11. Due punti importanti per Chieri, per mantenere il buon ritmo sin qui dimostrato; mentre per Cuneo, dopo il punto strappato a Conegliano, ne arriva un alto per allontanare la parte bassa della classifica. Ad Alessia Mazzaro il titolo di MVP, per lei 12 punti con 35% in attacco e ben 6 muri (dei 19 complessivi di squadra).

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/21-11-2021/volley-a-1-donne-record-conegliano-che-fa-74-vittorie-consecutive-43072316402.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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