Caso Lugli risolto, il club paga tutto: “Spero che altre ora mi seguano“

Caso Lugli risolto, il club paga tutto: “Spero che altre ora mi seguano“

Un momento di esasperazione e di coraggio e la soddisfazione di avere aperto una strada che servirà a tante donne. Il caso di Lara Lugli, la giocatrice citata dalla sua società per essere rimasta incinta dopo aver richiesto il pagamento di uno stipendio arretrati farà scuola. Farà scuola perché, grazie anche al decisivo intervento della Federazione italiana pallavolo, la società Asd Pordenone ha ritirato la citazione e ha pagato il dovuto all’atleta. “Sono molto felice - dice Lara Lugli, 41 anni, oggi, 38 all’epoca dei fatti - perché la soluzione è arrivata senza arrivare in tribunale e perché è una grande soddisfazione soprattutto morale, ovviamente dopo tutto questo tempo. È una cosa storica non solo per me. Ora sanno tutti che questa è la strada per difendere i propri diritti, che non si può accettare tutto. Tutte le ragazze che magari stanno zitte perché pensano che non arriveranno mai a una soluzione positiva sanno che non è così, che bisogna provarci”.

LA VICENDA

—   Il caso era scoppiato in occasione della festa della donna a marzo quando una Lara amareggiata aveva pubblicato un post sul suo profilo Facebook in cui raccontava la sua vicenda. Nel 2018-19 mentre giocava con il Volley Pordenone in B-1, squadra che punta ai playoff, rimane incinta. All’inizio di marzo comunica alla società di essere in gravidanza e, come da prassi diffusa nei contrati femminili, l’accordo si interrompe. Lei torna a casa ma un mese dopo perde il bambino per un aborto spontaneo. Intanto cerca di farsi pagare la mensilità di febbraio (parliamo di un migliaio di euro) in cui ha regolarmente giocato. Intanto però la società ha perso partite e alla fine anche lo sponsor e quando arriva la richiesta dall’avvocato risponde citandola per comportamento non coerente con l’impegno preso. Un chiaro tentativo di scoraggiare ogni richiesta di soldi ma come sappiamo Lara non ci sta. Il suo post suscita un clamore incredibile sui social, sui media e poi anche oltre. Interviene la ministra per le pari opportunità Bonetti, i vertici del Coni e, cosa ancora più bella, la solidarietà del mondo sportivo in tantissime manifestazioni, dalle dichiarazioni di atleti di punta come Ivan Zaytsev e Paola Egonu, alle reazioni spontanee come il festeggiamento delle atlete impegnate nella finale di coppa Italia di A2 (serie dove la Lugli ha giocato per molti anni) che si sono fatte fotografare con i palloni sotto la maglia a mimare la gravidanza. Il caso di Lara ha scoperchiato il vaso di Pandora delle ingiustizie subite dalle donne, la maternità vissuta come un handicap o una punizione che porta all’interruzione dei contratti nella maggior parte dei casi e, come in questo, al tentativo di sopraffazione. Dopo mesi di attesa questa notizia è una luce che si accende sui diritti delle donne.

ORGOGLIO FIPAV

—   Legittima la soddisfazione del presidente Giuseppe Manfredi che a suo tempo si prese l’impegno di intervenire: “Con grande soddisfazione comunico che la vertenza tra la Asd Volley Pordenone e Lara è stata positivamente risolta - dice il comunicato -. Colgo l’occasione per ribadire che è assolutamente inaccettabile considerare la maternità quale giusta causa di risoluzione contrattuale imputabile a una futura mamma. Posso inoltre anticipare che nel prossimo Consiglio Federale sarà proposta la costituzione di una Commissione Pari Opportunità, finalizzata in primo luogo, al monitoraggio, la promozione e il sostegno dei diritti delle atlete. Crediamo sia doveroso da parte della nostra Federazione, che rappresenta lo sport più praticato dalle bambine e ragazze in Italia, tenere accesi, in modo deciso, i riflettori su queste tematiche quali la tutela della maternità, il rientro in campo, la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Tra le prime azioni, già in esame, al fine di sostenere il diritto alla maternità, si sta pensando di costituire un fondo integrativo di sostegno a quello già esistente presso il Dipartimento per lo Sport - Presidenza del Consiglio dei Ministri”.

PARI OPPORTUNITÀ

—   Buone notizie quindi che rendono il gesto spontaneo di testimonianza di Lara Lugli un gesto di grande importanza: «Sono sollevata- dice ancora la giocatrice -. Quando ho fatto quel post non pensavo assolutamente di scatenare questo putiferio ma sono contenta. Per chi vede dall’esterno non è così immediato forse capire quanto mi è costato mettere in piazza la mia vita privata visto anche l’interruzione della gravidanza. Però sono felice se tutta questa storia aprirà una strada. Ripeto so quante mie colleghe stanno zitte pensando che non ci sia niente da fare. Invece mi auguro che ora tutto venga riscritto, le leggi, le norme, perché questa situazione non capiti più a nessuno». Una soluzione che aiuterà tutti: «Era molto importante che questa causa non entrasse nemmeno in un Tribunale a dimostrazione della sua infondatezza. E’ un forte segnale per tutte le donne, non solo atlete, che si trovano a dover affrontare queste situazioni assurde. Voglio ringraziare tutti quelli che sono stati al mio fianco, in particolare il mio legale Bonifacio Giudiceandrea, il mio agente Stefano Franchini, Assist Associazione Nazionale Atlete e AIP, perché il loro sostegno è stato per me fondamentale». Una volta tanto un lieto fine e speriamo anche un inizio per cambiare il modo in cui la maternità viene trattata nel mondo dello sport in generale.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/15-05-2021/volley-caso-lugli-risolto-club-paga-spero-che-altre-mi-seguano-4101033269424.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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