Carocci, lacrime e riscatto del libero giramondo. A Casalmaggiore per stupire

Carocci,  lacrime e riscatto del libero giramondo. A Casalmaggiore per stupire

Per capire le lacrime di Luna Carocci, scaturite nell’immediato dopo gara contro Scandicci, che ha segnato - con un 3-0 di Casalmaggiore - la più grande sorpresa della prima giornata del campionato di A-1 femminile, bisogna fare un salto indietro, quando il Covid si stava prendendo il mondo. “Era la primavera del 2020 - racconta il libero della Vbc Trasporti Pesanti - all’epoca giocavo a Cannes eravamo ormai pronte a ospitare la Final Four di Coppa di Francia, da favorite. I numeri crescenti del contagio hanno però consigliato di sospendere tutto: noi eravamo pronte a giocare anche senza pubblico, pur sapendo che una finale a porte chiuse perde molto di valore, ma non c’è stato nulla da fare”. Da allora si è tornati in campo e Luna (passata a Scandicci) ha avuto modo di giocare (anche se poco), assaggiando nuovamente l’agonismo. “Verissimo, ma è stata comunque una stagione anomala: l’ho vissuta con un senso di incompiutezza legata alla situazione sanitaria, ai palazzetti vuoti e, sì, devo dirlo, anche ripensando a quella Final Four saltata”.

RITORNO

—   “Domenica per me è stato un incrocio subito particolare: vincere contro la mia ex squadra, farlo con il pubblico, anche se solo al 35% della capienza, è stato un mix emotivo esplosivo. Non mi ero nemmeno accorta di piangere: stavo cantando con i nostri tifosi e quelle lacrime hanno sorpreso anche me”. Così come Casalmaggiore ha sorpreso Scandicci. “Io, in realtà, ci credevo: certo, non pensavo a un 3-0 secco, per quanto tiratissimo nei singoli parziali. Ma dopo la bella vittoria contro Monza nel Trofeo Mimmo Fusco e soprattutto guardando negli occhi le mie compagne prima della gara, ho capito che potevamo combinarla grossa. È successo perché abbiamo fatto le cose semplici e la semplicità paga sempre, anche nelle big conclamate. Devo dire tuttavia che, dopo un primo set ben condotto, nel secondo e nel terzo abbiamo rischiato qualche giocata, perché abbiamo preso coraggio. La nostra ricetta dev’essere questa: ragionare come chi non ha nulla da perdere”.

VOGLIA DI SORPRENDERE

—   A cominciare dalla prossima trasferta di Novara. “Il ruolo di favorita è sempre molto scomodo. Mi è capitato, negli ultimi anni, di giocare in Italia o all’estero in formazioni che dovevano vincere a tutti i costi. Quando è così, basta perdere un set per strada e subito si rischia di andare nel panico. Qui a Casalmaggiore è diverso: vogliamo dare battaglia, sapendo che la salvezza è il primo obiettivo e tutto il resto è un guadagno. Per me poi l’aria di Cremona è particolare: qui ho mosso i miei primi passi nel grande volley, all’Esperia. E qui ero tornata in Italia, con la maglia dello Schwerin, nel 2018 per un quarto di finale di Coppa Cev vinto contro Casalmaggiore”. Torniamo a quello sfogo post gara: c’è chi ha visto tanta rivalsa dopo l’annata non positiva a Scandicci. “Quando sono arrivata in Toscana, tornando in Italia dopo diverse esperienze all’estero, non mi aspettavo di giocare: sapevo di avere davanti a me Merlo, che da anni è a Scandicci. Ma dato che io sono lucchese, volevo provare a vivere una stagione vicina a casa. L’intenzione della Savino del Bene, da quanto avevo intuito, era di creare due squadre: una per il Campionato e una per la Champions, con un roster lungo da gestire in alternanza. In realtà io il campo l’ho visto poco: legittimo, come legittime sono le scelte del coach. Ma diciamo che mi è spiaciuto. Soprattutto ho vissuto un ambiente un po’ triste, forse anche per la situazione generale: io sono abituata a caricare tutti e lasciarmi caricare, l’anno scorso non è stato così. Domenica, dall’altra parte della rete, ho molto onestamente rivisto un po’ di quegli occhi tristi”.

FUORI DALL’ITALIA

—   Delle esperienze all’estero Luna cosa porta con sé? “Tanti insegnamenti: a Baku si vive per le competizioni europee e non per il campionato. Ci sono arrivata a 24 anni, davvero lontana da casa per la prima volta, in quella che però era un’enclave italiana, con Chiappini e Negro ad allenare e tante giocatrici tricolori. Potevo rimanere dopo il primo anno, ma non volevo “sparire” dai radar italiani. Trascorsa qualche stagione in patria, ho scelto di andare in Romania, dove non è andata benissimo, mentre ho un grande ricordo della Germania: lì sanno davvero creare grandi eventi e hanno un pacchetto marketing all’avanguardia, forse perché i medio-piccoli centri che animano il volley tedesco hanno fame e voglia di emergere. Ricordo che prima della finale Scudetto i 3.500 biglietti a disposizione esaurirono in mezz’ora. In Germania la pallavolista diventa spesso un personaggio, che quasi la avvicina agli sportivi più famosi, come i calciatori. In Francia è stato diverso: una prima stagione molto positiva, dove abbiamo riportato a Cannes lo Scudetto che mancava da tre stagioni, un’eternità da quelle parti, e una seconda interrotta a metà, dove avremmo potuto rivincere tutto. Poi è arrivato il Covid. Ma adesso è tempo di tornare a sorridere”. E piangere, ma di gioia…

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/14-10-2021/volley-carocci-lacrime-riscatto-libero-giramondo-casalmaggiore-stupire-4201824821850.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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