Brasile, il sogno di Bruno: “A Tokyo voglio un'altra finale con l'Italia“

Brasile, il sogno di Bruno: “A Tokyo voglio un'altra finale con l'Italia“

L’Italia l’ha fatto sudare come al solito. Non era quella di 5 anni fa e non era il Maracanazinho, ma Bruno sa che affrontare quelle maglie azzurre (anche la squadra giovane della Nations League) non è mai facile: “Giocano titolari in un campionato fortissimo, è normale che giochino comunque ad alto livello”. Lo sa bene il capitano del Brasile campione olimpico, tanto è vero che dopo un anno di “decompressione” ha deciso di tornare a giocare in Italia. Intanto ha una Olimpiade da preparare e un titolo olimpico da difendere. Le semifinali di Nations League (domani) sono una tappa anche se Bruno ci tiene a spiegare. Il Brasile è arrivato a Rimini con tutti i titolari, a differenza dell’Italia che ha scelto di lasciare a casa i big. “Difficile per noi fare una scelta come l’Italia. Intanto la Superliga brasiliana non è allenante come il campionato italiano - spiega il regista - e noi non giocavamo insieme dalla Coppa del Mondo, quindi la Vnl ci serviva per prepararci. Poi non è nella nostra mentalità. Voglio dire, stiamo seguendo il nostro programma, abbiamo ruotato molto i giocatori, ma quando indossiamo questa maglia è una responsabilità, non mi sentirei di non giocare per vincere pensando solo ai Giochi. E se poi l’Olimpiade va male? Quello è l’obiettivo, ma nel frattempo cerchiamo di vincere”

CHI L’HA IMPRESSIONATA DELL’ITALIA?

“Michieletto. Da quando ho lasciato il campionato ha fatto un salto di qualità incredibile, soprattutto in attacco. Poi Recine ha giocato benissimo. È una squadra con tanto talento”.

COME È ANDATA LA NATIONS LEAGUE?

“Tutto sommato bene. C’è la spiaggia come sfogo, fare un tuffo aiuta a staccare, qualche momento di tensione c’è stato, è normale, ma abbiamo retto bene. Dobbiamo adattarci, anche in Giappone sarà così”.

È LA SUA QUARTA OLIMPIADE, MA SARÀ COMPLICATA PER TUTTI. COME SE LA IMMAGINA?

“Strana, sicuramente. Nel Villaggio non ci sarà l’atmosfera che abbiamo vissuto, sarà difficile conoscere persone, condividere esperienze. E l’idea di giocare in impianti semivuoti… Bisognerà adattarsi”.

LA FINALE DI RIO È STATA BRASILE-ITALIA. A TOKYO?

“È dura eh. Polonia, Russia, Stati Uniti, Francia, tutte squadre che ci possono arrivare. Poi ripetere Brasile-Italia a me andrebbe benissimo” ride Bruno.

INTANTO AVRETE IN PANCHINA RENAN DAL ZOTTO, GUARITO DOPO LA PAURA PER IL COVID.

“Per me è stata una preoccupazione molto grande. Renan è uno dei migliori amici di mio padre (Bernardo, c.t. campione olimpico, ndr) e lo conosco da bambino. È stato fra la vita e la morte. Ora lo sentiamo tutti i giorni, partecipa alle decisioni, sta già programmando a Tokyo. Deve fare della riabilitazione, ma quando è uscito dall’ospedale è stato un sollievo”.

UN ANNO IN BRASILE PER TORNARE ALLE ORIGINI, POI HA SCELTO DI RIENTRARE NEL CAMPIONATO ITALIANO.

“Per me è stato importante. Con la pandemia e i problemi familiari avevo necessità di stare più vicino. Ero a 150 km da mia madre e 300 da mio padre. Praticamente ogni settimana potevo tornare a casa. Il campionato non è forte come quello italiano e ha avuto problemi come tutti per la pandemia, riuscendo a ingranare solo nella seconda parte, ma il Taubaté aveva una buona struttura, mi sono allenato bene e siamo riusciti ad andare avanti fino alla fine. Però il meglio è in Italia e alla mia età voglio il massimo negli ultimi anni di alto livello. Mia madre sta meglio e con il vaccino spero che potrà rimanere con me per lunghi periodi in Italia. Mio padre starà spesso in Francia (è il nuovo allenatore della nazionale transalpina dopo Tokyo, ndr) e quindi lo vedrò spesso”.

È STATO UN ANNO COMPLICATO ANCHE PER IL BRASILE.

“Sono morte tante persone. Io ho perso il mio padrino. La cosa più triste è la politicizzazione. Il Brasile è in guerra, diviso in due, e con le elezioni sarà peggio. Manca equilibrio. È molto triste vedere il mio Paese così”.

A MODENA

—   Tokyo poi Modena. Il 2021 di Bruno, campione olimpico in carica con il Brasile, sarà ricco di eventi. Aveva detto che sarebbe tornato e l’ha fatto. Nella prossima stagione tornerà a vestire la maglia di Modena e, pandemia permettendo, a incendiare gli animi dei tifosi del Palapanini. Lo sa Bruno, e non nasconde le sue emozioni: “Per me Modena è un posto speciale e l’avevo detto che volevo tornare. Sono stato bene anche a Civitanova, intendiamoci, ma Modena è casa mia e non volevo chiudere con questa maglia nel modo in cui è finita l’ultima volta (la stagione in cui allenava Stoytchev e che finì con una frattura pesante tra tecnico e squadra, ndr). Io per chiudere la mia carriera a Modena sarei pronto anche a fare il secondo”. Per ora non è certo questo il problema. In Emilia è stata allestita un’ottima squadra con il ritorno di Earvin Ngapeth e l’ingaggio di Yoandy Leal, suo compagno nella nazionale brasiliana, oltre che Nimir: “È una squadra forte che lotterà per il vertice - ammette il regista

  • anche se secondo me Civitanova è ancora un gradino sopra. Sono felice di essere di nuovo qui e di essere tornato nel campionato più bello del mondo”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/25-06-2021/volley-brasile-sogno-bruno-a-tokyo-voglio-altra-finale-l-italia-4102253434390.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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