Bovolenta jr all'esordio in Superlega 10 anni dopo la scomparsa di papà Vigor

Bovolenta jr all'esordio in Superlega 10 anni dopo la scomparsa di papà Vigor

Dieci anni, come 10 era il numero che Vigor Bovolenta ha indossato per anni prima di passare al 16 con cui ha giocato la finale di Atlanta ‘96. Una maglia che Christian Savani (allora capitano dell’Italia) ha portato sul podio olimpico di Londra. Il 24 marzo 2012 resterà nella storia come uno dei giorni più tristi che la pallavolo italiana abbia mai vissuto, quando il cuore di Vigor si fermò mentre giocava una partita di serie B a Macerata. Dieci anni più tardi, però, il cerchio si chiude e quel cognome torna in Superlega. Alessandro Bovolenta non è più quel bimbo di quasi 8 anni che a un mese dalla scomparsa del papà (era il 24 aprile), al PaladeAndré di Ravenna, scese in campo con la Nazionale di Mauro Berruto nel primo Bovo day. Incitato da Zaytsev e compagni fece anche un ace che chiuse il primo set, nel boato totale del palazzetto. Oggi Ale è diventato grande e domenica ha esordito nel massimo campionato italiano. Quella sera indossava la maglia numero 10 griffato Edilcuoghi con cui Vigor aveva vinto la Champions League. Una maglia troppo grande per un bambino, ma che, 10 anni dopo, sarebbe entrata nel suo destino. Aveva ancora la divisa di Ravenna Alessandro quando, domenica sera, sotto 18-13 nel secondo set, Emanuele Zanini, il coach dei romagnoli, gli ha detto: “Vai, tocca a te”. Sulle spalle il numero 30 perché, come il papà e a dispetto della giovane età (17 anni), la vita gli ha già insegnato ad avere le spalle larghe: “Ho scelto di non indossare il suo numero perché io sono un’altra persona. So che papà mi ha guardato da lassù, ma questa è la mia storia”.

BONITTA

—   Una storia che comincia qualche anno fa quando Marco Bonitta, che aveva lanciato già Vigor nei primi anni Novanta (allora era il coach delle giovanili del Messaggero Ravenna), capì che la genetica aveva dato in dote ad Alessandro qualcosa di importante. Volle anche lui nelle giovanili di Ravenna e gli consigliò di cambiare ruolo, intravedendo un futuro da opposto, il bomber. Ora Alessandro ha quasi 18 anni (li compie il 27 maggio) e ha tanti sogni nel cassetto. Il primo, uno di quelli che si possono raccontare, è “giocare il più possibile, crescere, diventare ogni giorno più forte e farmi apprezzare per quello che sono”. Gli altri sogni è meglio tenerli per sé (anche per scaramanzia), vanno solo vissuti. Sono colorati d’azzurro, una maglia che Ale ha già sentito sulla pelle in estate, quando Velasco e Fanizza lo hanno portato al Mondiale Under 19 a Teheran, nonostante fosse il più giovane. Ma ha giocato quasi sempre da titolare. “Quella maglia ha un valore altissimo» dice mentre alza gli occhi al cielo come a cercare un segno di approvazione. Se ora è quello che è, è anche grazie a ciò che ha condiviso con Vigor nei primi 8 anni di vita e all’amore che la mamma Federica, le tre sorelle Arianna, Angelica e Aurora e il fratello piccolo Andrea, ma anche i nonni gli hanno trasmesso. E proprio ai nonni va il primo pensiero dopo l’esordio: “Voglio dedicare a loro questa grande gioia perché ci sono sempre stati. Quando sono entrato la prima volta in campo mi tremavano un po’ le gambe, anche perché è successo tutto così in fretta. Ci ho messo un po’ a metabolizzare il tutto. Non mi aspettavo che sarebbe arrivata così presto questa opportunità, anche a causa di alcuni infortuni dei miei compagni”.

RUOLO

—   E siccome il destino molto spesso supera la fantasia, per la sua prima volta in Superlega ha dovuto esordire come centrale, lo stesso ruolo che aveva il papà! “Ero troppo emozionata e ho pensato solo “tira forte Ale”. Non è per nulla facile adattarsi al nuovo ruolo per uno che non lo ha mai fatto il centrale - racconta Federica, la mamma, anche lei pallavolista per tanti anni -. Parliamo tanto di volley fra noi e questa è una cosa bellissima e divertente. E nei giudizi sono sincera…”. Pare abbiano già in mente un tatuaggio “combinato” da farsi. Lui si deve scrivere “tira forte”, mentre lei dovrebbe aggiungere “senza paura”. Che è un po’ il motto di casa, quando si sono scelti, quando hanno messo su famiglia proprio a Ravenna. Città che è entrata nel destino della tribù Bovolenta-Lisi. Adesso Alessandro tornerà al suo campionato di serie B, continuando ad allenarsi con la prima squadra ogni tanto. Ci saranno certamente altre occasioni in questa stagione per lui di giocare con il gruppo di Zanini. Ma questo 20 febbraio resterà per sempre. “Mi dispiace che abbiamo perso, ma io sono felice - ha detto alla fine della partita di Milano persa 3-1 -. Come lo ero quel giorno di 10 anni fa quando sono entrato in campo al PaladeAndré con la Nazionale. E spero che sia felice anche mio padre…”. Vai Ale: goditi il momento, la vita e tantissima pallavolo…

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/22-02-2022/volley-bovolenta-jr-esordio-superlega-10-anni-addio-vigor-4301544246707.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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