All'inferno e ritorno. Renan: “Ho visto la morte, ora Tokyo“

All'inferno e ritorno. Renan: “Ho visto la morte, ora Tokyo“

Ai tempi in cui schiacciava, Renan vinse l’argento al Mondiale 1982 e quello ai Giochi 1984. Ora il ct sta lavorando per guidare il Brasile a Tokyo. Ma una medaglia l’ha già vinta: è vivo! Per 36 lunghissimi giorni è rimasto in ospedale per guarire dal Covid. Finalmente il 21 maggio è stato mandato a casa e il primo luglio dovrebbe incontrare i suoi giocatori nell’ultima rifinitura prima del Giappone.”Grazie a Dio sto recuperando bene”, dice Renan. “Sono stato intubato due volte, una tracheotomia, varie procedure d’emergenza. Non mi ricordo tutto, ma guardando i rapporti medici, dopo ciò che mia moglie mi ha raccontato, posso rendermi conto che sono stati momenti difficili. Quando mi sono svegliato pensavo di essere stato in coma 2-3 giorni, ma è stato molto di più. Ho realizzato quanto la mia famiglia, i miei amici, hanno sofferto”. Ex giocatore di Parma e Ravenna, Renan ha allenato a Treviso e sottolinea i forti legami con il nostro Paese. “L’Italia è la mia seconda casa. Mia moglie mandava agli amici notizie per raccontare come stavo. Sono stato molto felice dell’affetto che ho ricevuto: tanti colleghi mi hanno scritto: Giani, Bracci, Prandi, Stoytchev, Lozano… ma mi dimenticherò certo qualcuno”.Nei periodi più bui del Covid, che in Brasile ha già ucciso circa 500 mila persone, Renan credeva di essere morto: “Quando sono stato intubato ho avuto la sensazione di essere andato “dall’altra parte”. Ho visto mio padre, mia madre, mia nonna, già scomparsi. Avevo anche la sensazione di tenere per mano mia moglie (Annalisa, nata in Sicilia a Sant’Agata del Militello, immigrata in Brasile a 3 anni). Quando ero nel reparto Covid lei non mi poteva vedere, ma quando sono stato trasferito in terapia intensiva, aveva contatti giornalieri con me. Mi faceva ascoltare la musica, mi parlava. E io sentivo la sua presenza. Poi quando sono stato sottoposto a tracheotomia c’erano pure i miei figli Gianluca ed Enzo. Avevo paura di dormire, allora rimanevano con me 24 ore al giorno. Una catena di fede”.

CON LA NAZIONALE

—   Renan rimane incollato alla tv e a internet per seguire tutto della Nations League. “Parlo tutti i giorni con i giocatori, vedo gli allenamenti, partecipo alle decisioni, sono molto vicino allo staff. Fra pochi giorni dovrò scegliere i 12 per i Giochi. Devo essere vicino ai ragazzi per non commettere ingiustizie. Tokyo? Ci vado. Oggi sono al 70% delle mie possibilità. Tre settimane fa non riuscivo a correre, a salire scale, a guidare, ora sì. Corro sulla spiaggia, miglioro ogni giorno”.

ORO A RIO

—   “L’Italia? Ha una squadra esperta. Possiede un palleggiatore giovane, Giannelli, tra i 3-4 migliori al mondo. È una forte candidata al podio. Le favorite? Non sono poche. Oltre a Brasile (campione in carica, ma Renan non era allenatore nel 2016) e Italia, ci sono Polonia, Russia, Usa, Francia. Mi piace molto l’Argentina. Può essere l’outsider con Iran e Canada. A livello statistico il Brasile va molto bene in attacco e nel sistema di muro-difesa. Magari bisogna crescere nei punti-muro. E possiamo essere più aggressivi o meno, in battuta”. Renan confida in una Olimpiade senza contagi: “Non voglio che accada a nessuno ciò che è successo a me. I protocolli saranno molto efficaci contando che siamo in Giappone, come è capitato in Nations League in Italia. Credo che il Cio sarà ancor più rigido. Noi dobbiamo fare la nostra parte cioè seguire i protocolli. Chi non lo fa deve essere subito escluso”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/25-06-2021/volley-inferno-ritorno-renan-ho-visto-morte-ora-tokyo-4102254023845.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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