A1 donne: Conegliano prima, Trento e Roma in A2

A1 donne: Conegliano prima, Trento e Roma in A2

Bergamo-Conegliano 0-3 (13-25 26-28 16-25)

Festa per due. Conegliano vince e mette al sicuro il primo posto in regular season (3-0), Bergamo brinda alla salvezza visto che le antagoniste non riescono nell’operazione-sorpasso. Finale largamente prevedibile, sul versante orobico, dalla sensazione di liberazione da un peso grande così. Con la corazzata veneta che, dal canto suo, fa valere la sua caratura non paragonabile al cospetto di un’avversaria che, come avemmo detto una volta, poteva soltanto sperare di tenere “l’orecchio alla radiolina” in attesa di liete novelle. Che sono arrivate. Con il fiato sospeso, con qualche ruzzolone e fantasma di troppo che ha messo una massiccia (ed evitabile, 6 punti su 6 lasciati negli scontri diretti con Trento in primis) dose di fiele nella coda. Al termine è miele per entrambe le contendenti.

Il Palasport orobico si è trasformato, nel giorno del provvidenziale ritorno al 100% della capienza, nella cornice-omaggio tanto per le padrone di casa quanto per le ospiti catalizzatrici come poche in termini di appeal. Una su tutte? Lapalissiano: Paola Egonu, all’ultima in regular season in Italia che non decelera neppure per sbaglio da tanto è palese la sua superiorità che, da sola, vale il prezzo del biglietto. La partita? Nel rispetto dei cavalli nel motore. Tanto per dare un’idea la partenza della corazzata è caratterizzata dal 90% in ricezione, dal 71% in attacco con Fahr che mette subito minutaggio prezioso e pure il 100% (4 punti) e Plummer che stampa l’85% con 6 punti. Bergamo chiude a 13 e più di questo difficile pretendere se le venete toccano certe punte di rendimento. Ma le rossoblù non sono per nulla arrendevoli e anche per merito di un pubblico trascinante piazzano anche un paio di break alla ripartenza per poi avere anche la forza di risalire da 20-23. Dopo due palle-set non sfruttate però è un doppio muro di Fahr su Lanier che fissa lo 0-2. Quello che però fa sensazione nel frangente è lo score fatto registrare da Paola Egonu perché se non è un record poco ci manca: 15 punti con il 71%, ai confini della fantascienza. Dopo aver leggermente vacillato nel periodo precedente, Imoco ristabilisce i valori e mette subito il 4-0 e poi innesca l’assolo detonato da Sylla. Ma è alle 22 che, con la notizia del successo di Monza su Trento, che Bergamo trova la sua vittoria. Quella che vale la permanenza in A1 mentre Conegliano aumenta i giri e si presenta, in vetta nonché da favorita, al post season e alla corsa scudetto. Con i tifosi ospiti che inneggiano a Bergamo (chapeau!) e le rossoblù in curva a festeggiare con la Nobiltà.

Trentino-Monza 0-3 (22-25, 22-25, 27-29)

Monza resta sul podio di questa regular season, piazzando il successo finale che vale la retrocessione della Delta Despar Trentino. Il 3-0 ai piedi delle Dolomiti, infatti, condanna le gialloblù di Matteo Bertini al ritorno in A2 dopo due anni nella massima serie. E ora si apriranno giorni caldi e delicati: in settimana infatti sarà tracciato il futuro della squadra trentina e si parla di una svolta clamorosa in arrivo. In campo decisivi i 20 punti di van Hecke e i 13 di Davyskiba, mentre nelle fila di una Delta Despar che non ha mollato fino alla fine non sono bastati i 29 punti in due della coppia Piani-Rivero: 14 per l’opposto e 15 per la schiacciatrice.

In avvio i sestetti sono quelli attesi alla vigilia e fino al 12-12 è una bella battaglia. Monza riesce a trovare una maggior efficacia in attacco con la sua palla alta, Trento cerca molto Piani ma appena le brianzole allungano (13-16) coach Bertini deve chiamare time-out. Le ospiti riescono a trovare il guizzo del 14-20, la Delta prova a resistere ma nel finale di set riesce solamente a dimezzare il divario. Praticamente lo stesso copione si vede nel secondo parziale, nel quale la Delta Despar riesce a rimanere in scia alle ospiti nella prima parte del set. Piani e Rivero sono per Raskie i punti di riferimento principali quando si tratta di attaccare, ma Monza allunga (17-21) proprio quando serve. È il colpo di piede sull’acceleratore che, di fatto, ipoteca il secondo parziale per Monza. Il terzo set è poi l’emblema dell’equilibrio: con i due sestetti a braccetto praticamente dall’inizio alla fine, con allunghi e contro allunghi da ambo le parti. Ai vantaggi Monza chiude i giochi, mentre Trento deve assaporare l’amaro sapore della retrocessione.

Chieri-Novara 0-3 (12-25, 19-25, 21-25)

Un derby praticamente a senso unico quello tra la Reale Mutua Fenera Chieri e la Igor Gorgonzola Novara che alla fine si impone con un secco 0-3, e che non rispecchia sicuramente la partita di andata disputata solamente 10 giorni fa. Un finale di stagione degno delle migliori serie tv, innanzitutto perché era un derby, giocato finalmente davanti al 100% del pubblico del PalaFenera, così come in tutti i palazzetti italiani, e poi perché decide le sorti di entrambe le formazioni per la classifica finale, in vista dei playoff.

Nel primo set Chieri parte contratta e subisce l’1-4 iniziale per cominciare poi piano piano a ritrovare il proprio gioco, seppur sempre costretta a inseguire le avversarie. Numeri decisamente poco esaltanti per le ragazze biancoblù che chiudono con una percentuale di attacco efficace addirittura in negativo e devono arrendersi sul 12-25 sotto i colpi di Bosetti e Karakurt in primis. Un avvio non così diverso anche nel secondo parziale, quando coach Bregoli deve chiamare il suo secondo time-out discrezionale già sul 6-10 per cercare di contenere l’allungo delle novaresi. Dopo aver rivisto decisamente il roster, sia nel reparto schiacciatrici che centrali, le padroni di casa riescono a spingersi fin sul -1 (18-19), ma è proprio nella parte finale del set che Novara esprime il proprio gioco e conquista così il secondo parziale 19-25, sfruttando soprattutto ricezione e difesa.

Il terzo set inizia in parità con Chieri capace di trovare addirittura il suo primo vantaggio di tutto il match sull’8-6. Novara risponde subito con un break che le riporta in pochissimi scambi avanti di tre punti, ribaltando completamente la situazione e gli animi del palazzetto. Ancora turnover tra le fila biancoblù che resistono alla spinta avversaria ma che non riescono mai a trovare l’inerzia giusta per colmare lo svantaggio e rispondere a tono nei fondamentali. Alla fine le ospiti chiudono 21-25. Il premio mvp finisce a Ebrar Karakurt che contribuisce, con 17 punti e il 41% in attacco, alla conquista dei tre punti fondamentali in palio in questa ultima giornata di regular season.

Scandicci-Firenze 3-1 (25-20, 23-25 25-19, 25-20) L’ultima giornata è anche quella del derby tra la Savino Del Bene Scandicci e Il Bisonte Firenze. Tradizione rispettata perché da quando queste due squadre giocano in A1 ha sempre vinto la formazione scandiccese, tranne che in una occasione. Stavolta la compagine di Barbolini si porta a casa i tre punti vincendo per 3-1. Le due squadre provano a mettere tutto e subito in campo, d’altronde nessuno vuole perdere. Man mano che il primo set va avanti, entra in scena Antropova, assoluta protagonista del match coi suoi 31 punti. E a suon di pallonetti e muri La formazione di casa si aggiudica la prima frazione chiusa con un ace da parte proprio della giocatrice russa. Nel secondo la reazione di Firenze che pure si è trovata sotto anche per 16-12. Con due muri su Natalia e un ace di Sylves, le ragazze di Bellano hanno effettuato il sorpasso sulle avversarie. E da lì in poi hanno saputo mantenere la testa davanti alle proprie avversarie, portandosi a casa la seconda frazione per 25-23. Nel terzo e nel quarto set abbiamo assistito allo show di Antropova. L’opposto di Scandicci, classe 2003, è ormai un punto fermo di questa squadra. Ed è anche pressoché completa, perché è efficace in attacco, serve benissimo (4 aces) e mette le mani a muro ad un’altezza stratosferica. Nwakalor dall’altra parte prova a tenerle testa, ma lo scontro tra due delle attaccanti più prolifiche di questo campionato lo vince sicuramente la russa. Nota finale: il match point lo sigla Sorokaite, una delle ex di turno, visto che lo scorso gennaio è passata da Firenze a Scandicci. Dopo il punto finale, l’azzurra ha sfoderato un’esultanza polemica nei confronti della panchina avversaria e probabilmente indirizzata al suo vecchio allenatore, Massimo Bellano. Scandicci e Firenze non chiudono qui la stagione però, perché saranno due delle protagoniste dei prossimi playoff.

Vallefoglia-Roma 2-3 (23-25, 25-19, 25-18, 19-25, 12-15)

In una partita da ultima spiaggia per l’Acqua&Sapone, Roma si impone al quinto set sulla Megabox ma retrocede in A2. Le ragazze di Mafrici – che avevano bisogno almeno di una vittoria piena a Urbino - tornano in Serie A2 assieme a Trento. Entrambe onorano fino in fondo il campionato. Kosheleva è tornata in Italia a sostenere le sue tigri da fuori campo e, a fine match, il presidente ne annuncia il rinnovo per l’anno prossimo. E’ una giornata di festa per le biancoverdi. Primo set: 4-4, 8-8, poi le ospiti provano a prendere il comando sull’8-11. Vallefoglia si rifà sotto ed è 13-13; la Megabox gioca in scioltezza e guadagna il più 2 (16-13). Le locali si distendono e con il gioco di squadra si portano sul 20 a 15. Le lupe capitoline cercano di rientrare (22-20), addirittura sorpassano sul 23-24 e sono freddissime a chiudere alla prima palla set con Klimets. In rimonta. Nel secondo parziale, le ragazze di Bonafede partono meglio: 6-1, con Kosareva per Newcombe. E’ 10-3, 16-5, non c’è storia. Il 23-15 sembra definitivo, le giallorosse reagiscono ma Carcaces sale in cattedra: atterra il 24-17 e chiude il 25-19, nonostante una positiva Stigrot. Il terzo set nell’approccio è di marca locale (5-3, 8-4), Roma è in ginocchio (13-5). Vallefoglia tira il fiato (21-16), ma Carcaces è illegale e finisce 25-18. Nel quarto set, Bonafede dà spazio alla sua panchina con Bjelica unica titolare sul taraflex. E’ 0-5, poi 5-6. Nuovo allungo romano per il 6-10, ma si va avanti a strappi (9-11, 12-16, 15-16). Roma guida fino al termine, il 19-25 è di Arciprete. Il tiebreak vede le locali in spolvero (5-1), Kosareva è immarcabile e solida. Le ospiti risalgono e con un break di 6-1 mettono la freccia (6-7). E’ 7-9 con un errore in ricezione di Vallefoglia, Roma fugge 8-12, la Megabox risponde 11-13 ma il graffio è esterno: 12-15. E’ stata l’ultima gara in carriera per Berasi, grandissima protagonista della salvezza marchigiana. Ha deciso di smettere di giocare, a 28 anni.

Casalmaggiore-Perugia 2-3 (25-21, 15-25, 25-21, 22-25, 16-18) Da spareggio salvezza a passerella (con spumante) per due. Dopo meno di due set Casalmaggiore brinda già alla salvezza, grazie al primo incastro che, in ordine cronologico, va al suo posto, ossia lo 0-2 di Monza contro Trento, che a quel punto consegna già la matematica certezza della permanenza in categoria alle rosa, nel loro anno più difficile dal 2013-2014 a oggi. Perugia, invece, deve attendere un po’ di più ma alla fine fa festa ugualmente.

Nel primo parziale la Trasporti Pesanti gioca con regolarità e mantiene sempre un vantaggio costante, guidata da Rahimova e Shcherban ma soprattutto da una discreta difesa, che riesce ad anestetizzare il dente avvelenato di Anastasia Guerra e di Laura Melandri. Il +4 finale (25-21) è dettato da un rilassamento finale di Casalmaggiore, che però per tutto il set è stata a distanza di sicurezza. Secondo parziale tutto diverso: Perugia sprinta subito e prima di quota 15 è già a +7 con Guerra assatanata (dopo i 23 punti già messi a referto nella gara di andata, giocata meno di due settimane fa perché in recupero) e con Casalmaggiore forse rilassata anche per le ottime notizie che giungono da Trento, alle quali si aggiunge lo 0-2 di Bergamo con Conegliano. Sarà un caso (anzi no), ma il parziale più equilibrato è anche quello più leggero per le due squadre: si gioca punto a punto finché Casalmaggiore non strappa con Braga 14-12. Sul 23-19 di Braga giunge la notizia dello 0-3 di Monza a Trento e del 2-1 parziale di Vallefoglia con Roma: a quel punto le retrocesse ci sono già (Trento e Roma) e si gioca per onor di firma. Zambelli chiude il terzo in fast 25-21 (e con questo secondo set Casalmaggiore sarebbe stata salva anche senza gli altri risultati). Il finale è una festa di sport, lottata e tirata, con la Trasporti Pesanti che cede in volata il quarto set e, sempre al fotofinish, il tie break (deciso da Havelkova, all’ultimo punto - forse - della carriera). Perugia chiude con l’ultimo successo del campionato, l’anno prossimo per Casalmaggiore sarà il decimo campionato di fila in A1 e la società vuole regalarsi un mercato di primo piano.

Cuneo-Busto Arsizio 3-2 (30-28, 24-26, 19-25, 25-22, 15-13) Una battaglia di oltre due ore e mezza si consuma al palasport di Cuneo con il 100% di presenze, per l’ultima della stagione regolare. Cuneo è settima e se la vedrà nei playoff con Novara. La Unet E- Work, con la palleggiatrice argentina Mayer all’esordio, ha messo a dura prova il sistema nervoso dei cuneesi che hanno avuto la chance di portarsi sul 2-0,ma Busto si è opposta con determinazione. Le “gatte” fermano il volo delle farfalle al tie break con squadra rivoluzionata a metà match e con il secondo opposto, Zanette mvp. Pipe vincente della Kuznetsova, così la squadra di casa si presenta al pubblico cuneese. La Bosca pare riuscire a tenere il vantaggio che accumula nelle prime battute del set grazie a Degradi e alle belle costruzioni di Signorile (7-5) e agli allunghi grazie a Degradi (14-11). Qualche difetto di intesa con la Mayer aggiunge difficoltà iniziali per Busto, ma le lombarde non mollano, soprattutto con la Mingardi. Degradi (8 punti con il 62%) chiude una gran palla nei tre metri (19-16), poi Busto alza il muro (4-1 a fine parziale) ed è sempre l’opposto di Busto a far la differenza: buca il muro e segna il punto del 21 pari. È battaglia vera di fine parziale: sono sei le palle set (tutte per Cuneo) che Busto annulla (Mingardi 10 punti e Stevanovic 5 con il 67%). Stufi (5 punti), di prima intenzione, mette a terra il punto del 30-28 dopo il missile in battuta di Squarcini (4 punti). Cuneo spreca tutto il vantaggio del secondo set (12-9, 16-14, 23-20) nelle ultime battute. Gray cresce e segna 8 punti (con 1 ace), Olivotto segna a tabellino l’80% con 5 punti. Cuneo tiene bene per tre quarti del parziale, ma ha solo il 38% in attacco e ha quattro palle set sul 24-20. Tutto sprecato. Giovannini entra in ricezione e Busto batte su di lei: le bustocche recuperano punto su punto (6 vincenti di seguito) e il mani out di Mingardi segna il 24-26 e la vittoria del set: 1 pari. Sono le “farfalle” a dominare nel terzo set (7-11, 11-16, 13-19) con un visto so calo della Bosca San Bernardo in tutti i fondamentali. Coach Pistola cambia mezza squadra: dentro Giovannini, Jasper, cambia la diagonale con Zanette e Agrifoglio. La tendenza non cambia. Finisce 19-25 (Gray) ed è 2 set a 1 per Busto (6 punti Ungureanu). Quarto set: per Cuneo resta in campo la diagonale Agrifoglio-Zanette. Il match cambia di nuovo. La Bosca ritrova fiducia e gioco, Busto cala nell’organizzazione dell’attacco (37%), Cuneo trova in Zanette il riferimento: 8 punti, 53%. Le “gatte” conquistano il set (22-25): 2 pari e si va al quinto. Jasper lungolinea (5-4), risponde Mingardi (5 pari). A metà set è avanti Busto (7-8). Zanette per il 10 pari, ace della Squarcini (12-11), Zanette mani out ed è 15-13 partita a Cuneo.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/02-04-2022/pallavolo-a1-donne-conegliano-prima-trento-roma-a2-4302135712785.shtml

Nancy
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