A-1 donne: Novara non si ferma più. Boccata d’ossigeno per Bergamo

A-1 donne: Novara non si ferma più. Boccata d’ossigeno per Bergamo

L’Igor Gorgonzola non smette di sognare e si porta a un solo punto dalla vetta della classifica, ma con due gare in meno della capolista Monza. In coda, Bergamo vince il derby salvezza contro Roma, mentre Trento passa in casa di Casalmaggiore. Firenze batte Chieri, per Perugia la vittoria più importante della stagione.

NOVARA-BUSTO ARSIZIO 3-1 (25-18, 20-25, 25-18, 25-12)

—   Il derby del Ticino è dominato da Caterina Bosetti, che esaltata dalla sfida in famiglia con la sorella Lucia, regala una prestazione mostruosa, al di là persino dei 20 punti messi a segno. Busto - che deve rinunciare a Poulter, sostituita da Monza - paga i tanti errori ma anche un evidente gap fisico e tecnico nei confronti di Novara, che alla fine si concede un passaggio a vuoto solo nel secondo set. Avvio di gara di marca Igor, con Chirichella e compagne che partono aggressive in attacco, con Daalderop subito on fire. Nella metà campo di Busto faticano, invece, Mingardi e Gray ed è 10-6 Novara, con Karakurt a segno anche in bagher. Busto prova a restare in scia, ma la Igor è attenta a sfruttare ogni occasione e fa male anche sulle palle sporche, sempre con Karakurt attentissima a rete (15-10). Non aiutano la Unet gli errori in serie al servizio (6 in un set chiuso con 10 errori complessivi), che consentono alla Igor di portarsi a casa il set con il minimo sforzo (25-18). Prova Lucia Bosetti a rianimare la Unet E-Work, che parte con diverso piglio nel secondo parziale, nel quale si vede finalmente anche Mingardi, rimasta a secco sin qui. L’1-3 iniziale, che diventa 4-6, pare un’illusione, anche perché la Igor alza il suo muro e sul turno di battuta di Daalderop ribalta l’inerzia con un break di 6-1 che costringe Musso a fermare il gioco. Novara riprende il comando della partita ma non è la Busto fallosa del primo set e la gara si accende, con Gray e Mingardi che riprendono Novara (5 errori al servizio nel set) e rimettono la freccia. La Unet ci crede e alza il suo muro e sul 15-17 è Lavarini per la prima volta a fermare il gioco. L’errore dalla seconda di Karakurt “manda” in campo la seconda diagonale Battistoni-Montibeller e poco dopo c’è spazio anche per Herbots per Daalderop. Lavarini cerca una scossa che però non arriva, merito anche di una Unet attenta in difesa e implacabile in attacco con una scatenata Gray (8 nel set) e la gara torna in equilibrio sul 20-25. La Igor prova a riprendere il bandolo della matassa all’inizio del terzo set, con il turno di battuta di Hancock che propizia il 6-2 che suggerisce a Musso il time out. Novara torna a spingere con il suo attacco (15-10), presa per mano da una gigantesca Caterina Bosetti (già 14 sin qui). Busto, comunque, ha il merito di restare agganciata (18-15), almeno fino a quando Hancock al servizio non dà l’ultima sgasata, con l’ace del 21-16. La chiude Daalderop 25-18 per il 2-1 Novara. La squadra di Lavarini parte a mille nel quarto parziale, con 3 punti consecutivi di Karakurt che aprono un break di 5-1, che diventa 8-3 con il muro di Hancock su Olivotto (dentro Herrera Blanco). Novara non si volta più, Hancock, devastante in battuta, innesca anche Karakurt e la Igor vola via sul 12-4 ed ancora sul 17-8. Il finale è uno show di Caterina Bosetti, che corona una gara straordinaria con l’ace che vale il ventesimo punto personale ed il match ball, trasformato da Daalderop per un perentorio 25-12.

BERGAMO-ROMA 3-0 (25-23 31-29 25-19)

—   Roma o morte. Nulla più del motto garibaldino può inquadrare la situazione di Bergamo. Non solo perché “La Città dei Mille”. Contro le capitoline, il VB91 – dalla scomodissima posizione di fanalino di coda – si è giocato (bene, soprattutto grazie ad una implacabile Lanier autrice di 26 punti) una delle più consistenti speranze di salvezza. Classifica alla mano, Acqua&Sapone con 3 punti in più e una partita in più, si presentavano come il più delicato dei confronti diretti. Che comincia, come da copione, come sagra di chi sbaglia meno: Bergamo fa più errori (9-6), ma attacca meglio (38%-26%) e soprattutto mura a dovere. Soprattutto con Loda che stoppa Klimets e fa 1-0. Il balletto dei break e dei contro break parte dominante del set d’avvio, resta tale al rientro sul taraflex: Roma scappa 9-6, le padrone di casa fanno 5-0 e sorpassano. Ma i rimpianti sono tutte delle laziali che avanti fino al 18-15, si fanno agganciare a quota 19 e scatenano il ciclone Lanier. Dopo 6 palle set le rossoblu vanno al doppio vantaggio con l’americana che mette a terra 12 palloni (54%). Lei, da sola, regge e anche alla grande la gran parte del peso offensivo delle ragazze di Micoli che scacciano tutte le paure anche agevolate da un avversario non certo trascendentale. Che, infatti, nel terzo periodo sbaglia fino al 18-13 avversario. L’ormai proverbiale accelerata di tre punti consente al 6+1 di Mafrici di rifarsi sotto prima che la solita Lanier martellasse il 19-16 e Cagnin mettesse un nuovo muro di platino. Il finale non porta sorprese o ribaltoni come nel recente passato. C’è l’aggancio in graduatoria, ci sono ancora le speranze-salvezza. Ora però servirà qualche punticino qua e là dal profumo d’impresa. Possibile, con il morale ritrovato e l’ultimo posto lasciato. E mercoledì alle 20.30 arriva Firenze per il recupero.

CASALMAGGIORE- TRENTINO 2-3 (25-18, 25-21, 22-25, 18-25, 10-15)

—   Quando si parla di squadra imprevedibile, si pensa a un team capace di battere la prima in classifica e poi di perdere con l’ultima: esattamente quello che ha fatto Casalmaggiore negli ultimi sette giorni. Il PalaRadi poi è abbonato al tie break: per la quarta volta di fila Casalmaggiore va al quinto set in casa, ma così come con Firenze, avanti 2-0, la Trasporti Pesanti può recriminare sulle proprie colpe. Trento invece riemerge quando sembrava ormai spalle al muro, tenendo accesa la fiammella della speranza. Il primo set è tutto pro Casalmaggiore, col vantaggio iniziale di 12-9 confermato da una Shcherban ispirata e da una White rediviva a muro, che fanno pesare meno la serata così così di Rahimova, anche perché Szucs tiene su la difesa. Il rientro di Trento mette in mostra una buona Rivero, ma a quota 14 la Delta Despar spegne la luce e il 25-18 è abbastanza agevole. Distanze simili ma andamento diverso nel secondo set: quando Nizetich stampa Rahimova, sul 7-11, Trento sembra agguantare il pari ma l’infortunio al ginocchio destro (già malandato) di Quiligotti blocca le ospiti e Casalmaggiore rimonta fino al 12-11. Trento torna in partita e sul 18-18 si viaggia punto a punto, finché il muro di Bechis, l’errore di Piani e il muro a rete su Rahimova decidono il parziale. E sembrano chiudere la partita. Non è così: Trento parte bene nel terzo e pure nel quarto set, Nizetich lavora bene da centrale ma è soprattutto Rivero a non sbagliare quasi nulla. Nel quarto parziale, in particolare, è la classe 2000 Mason a tenere alto il livello offensivo di Trento. Soprattutto la squadra ospite inizia a difendere fortissimo, allungando gli scambi e prendendosi quelli chiave. Il terzo set è in volata, il quarto con divario più ampio, ma è comunque tie break. PalaRadi ammutolito e l’inizio di quinto set di Casalmaggiore (3-1) somiglia a un canto del cigno, perché Trento ora vuole tutto (e 2 punti chiave per la graduatoria). Alle ospiti riescono standard alti in tutti i fondamentali (bene Rucli, benissimo Piani), alle padrone di casa mancano certezze. Il ribaltone - e la riapertura della corsa salvezza

  • a quel punto è inevitabile.

PERUGIA-VALLEFOGLIA 3-1 (25-14, 22-25, 25-18, 25-23)

—   Per Perugia è arrivata la vittoria più importante della stagione, che consente di poter ritrovare la serenità ed inseguire con grande fiducia l’obiettivo della salvezza. La squadra di Luca Cristofani ha iniziato la gara con il piglio giusto, prendendo il largo sin dalle prime battute ed impedendo ogni reazione da parte delle marchigiane, che sono cadute sotto i colpi di Guerra e Melandri, andando poi a chiudere la frazione con un netto punteggio (25-14). Diverso l’andamento della seconda frazione, con l’equilibrio che è andato avanti a lungo grazie alla forza di reazione mostrata dalle ragazze di Bonafede, che hanno trovato nella Newcombe la loro trascinatrice, andando a chiudere sul 22-25. A riportare a galla nel terzo set la Bartoccini Fortinfissi è stata la Haevelkova (MVP e miglior realizzatrice del match con 16 punti), la quale è apparsa a tratti devastante, tanto che dopo una fase di equilibrio iniziale c’è stato l’allungo delle perugine, che sono andate a chiudere con la stessa giocatrice in attacco (25-18). Si è tornati a giocare nel quarto set ancor in equilibrio e Vallefoglia ha cercato più volte di allungare con gli attacchi di Bjelica e la stessa Newcombe, ma alla fine ancora la Havlelkova e la Guerra hanno fatto la differenza, regalando la vittoria del set sul 25-23 e soprattutto, quello che potrà rivelarsi il successo più importante della stagione. Da segnalare la rumorosa e festosa presenza sugli spalti del PalaBarton di una sessantina di studenti-tifosi che hanno incitato la squadra perugina dall’inizio alla fine.

FIRENZE-CHIERI 3-1 (25-23, 25-18, 19-25, 25-22)

—   Prima, storica, vittoria de Il Bisonte Firenze nel nuovo Palazzo Wanny, dopo quattro sconfitte di fila. Ed è un’affermazione importante quella delle azzurrine, perché arrivata nell scontro diretto con la Reale Mutua Fenera Chieri: in palio c’erano punti che potrebbero essere fondamentali in vista del piazzamento al sesto posto. Partenza determinata per le padrone di casa che allungano in maniera decisa fino al 14-6, grazie ad un ottimo avvio di Enweonwu e delle due centrali, Belien e Graziani, oltre al servizio di Van Gestel che mette in difficoltà la ricezione delle piemontesi. Grobelna è in palla per Chieri, ma sembra essere l’unica nella sua metà campo a crederci. Ma la squadra di Bregoli piano, piano si assesta e torna in corsa dopo il secondo time out chiamato dal suo tecnico. Senza però, e questo va detto, mai raggiungere il Bisonte che può controllare la situazione. Dopo due set point annullati, tocca a Belien il compito di chiudere la prima frazione con un attacco vincente per il 25 -23. Il secondo parziale è invece nettamente di stampo Bisonte. Sempre avanti e con tranquillità, la squadra allenata da Bellano non trova difficoltà a passare in attacco, a differenza di quella di Bregoli e soprattutto ha molte alternative offensive con Belien, Graziani, Enweonwu e Van Gestel che si alternano brillantemente in fase conclusiva, riuscendo così a sopperire alle mancanze, insolite, di Nwakalor. Il 25-18 per le azzurrine è un risultato che fa capire bene come si sia svolto questo secondo set. Nel terzo finalmente Chieri dà chiari segnali di vita. Bregoli cambia la propria formazione e con Perinelli e Weitsel in campo, al posto, rispettivamente, di Cazaute e Alhassan, i meccanismi girano meglio. Grobelna viaggia ancora a giri alti e Villani, una delle ex di questo match, trova un punto dietro l’altro. Il Bisonte fatica, ma nonostante tutto riesce a riagganciare la Reale Mutua Fenera a quota 18. Ed è qui, sul più bello, che si sciolgono le azzurrine. Subiscono un parziale di 5-0 che lancia Chieri verso la conquista del set e l’allungamento del match. E’ solo però un episodio perché nel quarto set le Bellano-girls ricominciano ad andare al galoppo. Il tutto fino al 25-21 finale. E chi poteva chiudere il match se non Enweonwu? E’ lei l’assoluta protagonista della sfida con 21 punti al suo attivo e una dedica di questa affermazione al patron de Il Bisonte, Wanny Di Filippo che ancora non può tornare al palazzetto per problemi di salute. Chieri si lecca le ferite ma rimane lo stesso al sesto posto con un punto di vantaggio sulla coppia composta da Cuneo e Firenze.

CONEGLIANO-SCANDICCI 3-1 (20-25, 25-22, 25-21, 25-22)

—   Conegliano reagisce alla brutta sconfitta di Novara e resta in scia alle piemontesi e a Monza, che mercoledì affronterà in Champions. I sestetti sono senza sorprese per entrambe le formazioni. Conegliano è da subito molto fallosa (10 errori totali nel set) e paga la scarsa efficienza in attacco di Egonu e Courtney. Scandicci trova spazio con Natalia e Antropova e limita le accelerazioni delle pantere che accorciano prima da 2-7 a 9-10 e poi da 9-13 a 14-14. Ancora troppi errori concedono alle toscane un vantaggio che diventa incolmabile ed è coronato dall’ace di Antropova su De Gennaro. Le padrone di casa ritrovano brillantezza alla ripresa del gioco e si appoggiano sulla doppia cifra di Egonu (10 punti col 66%) e sulla grinta di Sylla, in campo al posto di una spenta Courtney (0/9 per l’americana). C’è equilibrio fino al 14, poi Conegliano allunga 20-16. Scandicci trova altri due aces e l’apporto fruttuoso di Lippmann (22-21), fino alla chiusura vincente di Plummer. La statunitense apre bene il terzo set, ma un paio di errori delle compagne concedono il 4-7 a Scandicci. Il muro di Folie su Pietrini vale il 9-10, rispondono Antropova e Alberti. Poi la Prosecco Doc Imoco ribalta il punteggio da 11-14 a 20-16. Scandicci prova a ricucire ma senza esito. Pietrini, Lubian e Alberti continuano ad anticipare il muro di Conegliano, Natalia trova due attacchi vincenti e tornano gli errori delle pantere (7-12). Le pantere trovano un primo break sull’11-14 e altri due consecutivi sul 18-19. Scandicci è raggiunta a 21 dal muro di Sylla, che poi si inarca per il punto del vantaggio gialloblù. E’ suo anche il punto finale, che ridà fiducia alle campionesse in carica in vista della sfida europea di mercoledì.

Fonte: https://www.gazzetta.it/Volley/06-03-2022/volley-a-1-femminile-novara-non-si-ferma-bergamo-batte-roma-4301732553813.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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