Verso Tokyo: dal sale al peluche, i portafortuna degli azzurri

Verso Tokyo: dal sale al peluche, i portafortuna degli azzurri

La speranza è che sul volo per Tokyo non ci siano limitazioni ai bagagli. Perché quelli degli azzurri saranno molto pesanti, dovranno contenere sogni importanti che richiedono un grande spazio e probabilmente un angolino sarà tenuto libero sia dai ragazzi che dalle ragazze per qualcosa che non si può dire (e per scaramanzia forse nemmeno pensare). Nelle valigie che accompagneranno l’Italia in Giappone c’è un rischio di overbooking, anche perché tutti, o quasi, hanno piccoli segreti da portare con sé nell’avventura più entusiasmante della propria carriera sportiva.

IMBARCATO

—   Dall’altra parte del mondo tutto dovrà funzionare alla perfezione, anche i dettagli avranno un ruolo fondamentale, così diventa decisivo pure quello che i giocatori metteranno vicino a tute e magliette. Dagli strumenti che servono per riposare meglio a quelli che aiutano la mente, dal gesto scaramantico alla foto che in un attimo ti permette di tornare a casa, almeno con l’immaginazione. Riccardo Sbertoli si porterà carta e penna, perché gli strumenti tecnologici non riescono a sostituire del tutto il fascino di una scrittura a mano, e soprattutto “un foglietto di un vecchio bacio Perugina di anni e anni fa con scritto ‘Sei tu al comando’”. Una frase motivazionale che il regista da poco passato da Milano a Trento tiene spesso vicino per ricordare che il proprio futuro si può anche indirizzare. La sua omologa al femminile, Ofelia Malinov, aprirà la borsa per infilarci un portafortuna da cui non si stacca mai. “È un peluche a forma di coccinella a cui sono molto legata”. Perché anche quello conta: nei momenti difficili avere vicino un oggetto che riporta a periodi felici è sicuramente un aiuto in più che potrebbe servire a tornare sui binari.

IN REGIA

—   Restando in tema di alzatori, Alessia Orro pensa anche a qualche momento di svago, fondamentale in un periodo intensissimo come si preannuncia questo dell’Olimpiade, e metterà in valigia dei giochi di società. “Mi piacciono Bang e Dixit, a Tokyo porterò quelli. Il primo è una specie di lotta fra un gruppo di fuorilegge e lo sceriffo, con i banditi che possono anche eliminarsi a vicenda per incassare le taglie sulle loro teste. Il secondo, invece, un gioco di carte che richiede fantasia e intuizione”. Un modo per fare gruppo con le compagne di squadra trascorrendo insieme qualche ora senza parlare di avversari, schemi e tattiche, distraendosi in modo positivo da quello che sarà un pensiero fisso per tutta la durata dei Giochi.

FORTUNA

—   Daniele Lavia alla sua prima Olimpiade non esce dagli schemi e rimane sul classico, scegliendo una cosa che non può mai mancare in chi si affida alla cabala. “Sono superstizioso, per questo mi porterò del sale. Quando vado in trasferta non manca mai, tengo sempre uno spazio per un sacchettino perché mi porta bene”. Chi conosce bene il Giappone è Indre Sorokaite. L’attaccante dell’Italia nella sua carriera può vantare anche una doppia esperienza nel Sol Levante con la maglia del Denso Airybees e, lo scorso anno, in forza al Toyota Queenseis. Usi e costumi orientali per lei non hanno segreti, così come conosce bene quello che porterà in valigia. “Un peluche portafortuna che ho con me da almeno cinque-sei anni. Non mi separo mai, non lo farò di certo adesso che ci sono le Olimpiadi”. Ma non è finita, perché accanto al peluche ci sarà un oggetto più tecnologico. “Porterò anche la GoPro, per non perdermi nemmeno un attimo di tutto quanto ruota attorno a questa incredibile manifestazione”. Ci sarà chi preferirà darsi alla lettura. È Gianluca Galassi, che confessa di salire sull’aereo “con un libro a cui sono molto affezionato”. Di più per il momento non è possibile sapere. Ma non ci sarà solamente il volume in valigia, perché il centrale anticipa che troverà uno spazio per uno strumento particolare “un cuscino che aiuta a tenere la schiena dritta quando si resta seduti”. Importantissimo per una postura corretta che eviti problemi muscolari e articolari.

CUSCINO

—   Un occhio (e la testa) al campo, un pensiero anche a casa. Alessandro Michieletto viaggerà con la fotografia della sua famiglia, un modo per sentire vicino i propri affetti anche a migliaia di chilometri di distanza. Non solo: «Avrò anche quella della mia ragazza che inserisco nella custodia del telefono»; i due abbracciati che guardano sognanti l’obiettivo. Poi c’è chi va sul classico e anche in Giappone punta tutto sull’italianità. E’ Anna Danesi, centrale della formazione di Mazzanti. «In valigia? Porterò le cialde del caffè» che non può mai mancare e che è difficile (per non dire impossibile) trovare all’estero con la qualità del nostro Paese. Un modo per darsi la carica in vista di traguardi a cinque cerchi.

Fonte: https://www.gazzetta.it/olimpiadi/16-07-2021/verso-tokyio-sale-peluche-portafortuna-azzurri-4102812042258.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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