Maurizia Cacciatori tra triathlon, patatine e lingua di bue: “Il mio corpo? Non ho...“

Maurizia Cacciatori tra triathlon, patatine e lingua di bue: “Il mio corpo? Non ho...“

“Cosa faccio per tenermi in forma? Corro dietro ai miei figli quando fanno sport o vanno in bicicletta”. Maurizia Cacciatori non è più la baby palleggiatrice prodigio che a 15 anni era già fuori di casa (a Perugia) inseguendo un pallone in serie A, ma non ha perso l’abitudine di riempirsi la vita, tutti i giorni.

CORSA SUL LUNGOMARE

—   “Scherzi a parte, soprattutto Carlos direi che ha preso dalla mamma: è scatenato. Oltre a fare il portiere di calcio (anche il nonno materno era un calciatore) adesso ha scoperto il triathlon. Quindi mi tocca stargli dietro. Anche perché quando rientra a casa spesso ha graffi e scorticature assortite. Si butta sempre! Noi abitando a Livorno, li seguo di corsa sul lungomare quando loro inforcano la bici. Mia figlia Ines, invece, è più tranquilla: per lei lo sport è soprattutto fare chiacchiere con le amiche, più che qualcosa di competitivo”.

MAMMA ORGOGLIOSA

—   Maurizia Cacciatori (classe 1973), dopo la pallavolo ha fatto molto altro. “Prima di tutto mamma a tempo pieno. Cosa di cui vado orgogliosa (non ha mai voluto le tate, ndr). Chiaro che tutto diventa un po’ più complicato quando hai delle convention con aziende e devi fare i compiti di analisi logica al telefono, fra un casello autostradale e l’altro. In quel caso tutto diventa più complicato. Ma non mollo”.

TRA TV E ALIMENTAZIONE

—   E dopo le convention per le multinazionali, adesso è tornata a fare la commentatrice tv (su La7) per le partite della Nazionale femminile di volley impegnata nella Nations League. “Il mio corpo? Diciamo che non ho tanto tempo per guardarlo, penso di più alle cose che devo fare tutti i giorni… L’alimentazione? Ho passato tutta la vita da atleta pensando che quando avrei smesso di giocare avrei mangiato tutto ciò che volevo (da giovane era ghiotta di una nota marca di patatine e cioccolatini, che nascondeva in camera durante le trasferte o che si faceva portare perfino in Giappone, ndr). Invece poi quando sono diventata più grande, soprattutto con la maternità, ho cercato di trasmettere un po’ di quel rigore che avevo io con la pallavolo: nessuna dieta particolare, ma cercando di mangiare tutto di tutto e di tutti i Paesi”.

IL RICORDO

—   “Ricordo ancora quella volta - continua Maurizia -, quando alla Nazionale femminile era appena arrivato ad allenare Julio Velasco e in una trasferta ci servirono la lingua di bue. Tutte a fare la faccia sorridente per farci vedere disponibili al grande cambiamento culturale, ma in camera tirammo poi fuori il salame che ci eravamo portati dall’Italia… Oggi ai miei figli, invece, insegno che si mangia quello che si trova in giro, in tutte le parti del mondo. Credo che sia anche un segno di apertura culturale che dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni”. Qualche strappo? “Mi concedo delle caramelle gommose alla liquirizia, ma a quelle adesso proprio non voglio rinunciare…”.

Fonte: https://www.gazzetta.it/fitness/allenamento/23-05-2021/maurizia-cacciatori-oggi-triathlon-dieta-segreti-mio-fisico-4101209441657.shtml

Nancy
Nancy Non esistono per me storie ed emozioni che non possono essere narrate, o volti, i cui profili, non possono essere fedelmente tracciati.
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