Lauree, burraco, animali e… Dalla Orro alla Sylla: i segreti delle azzurre del volley

Lauree, burraco, animali e… Dalla Orro alla Sylla: i segreti delle azzurre del volley

Dottoresse, amanti degli animali, del burraco, quasi tutte cuoche (più o meno…), sportive fino al midollo. Se di Paola Egonu, portabandiera del Cio e stella della nazionale di volley, si sa più o meno tutto, meno note sono le passioni delle altre neo campionesse d’Europa. Ragazze semplici, toccate dalla polemiche sui “troppi selfie”, loro che, nonostante tutto, provano o comunque a studiare, e ci riescono con ottimi risultati, a conciliare sport e vita privata, senza i guadagni stellari di chi gioca a calcio, ad esempio.

DOTTORESSE E BURRACO - Sofia D’Odorico è laureata a Milano in scienze dei beni culturali, ha la passione per i tatuaggi e una farfalla sul braccio: “Basta un battito d’ali per scatenare un uragano”, dice. Innamorata del mare e della barca, la dottoressa D’Odorico è in buona compagnia. Alessia Gennari è laureata in beni artistici e dello spettacolo, gioca a burraco con Bonifacio, Nwakalor e Mazzaro, ma non è dato sapere chi sia la migliore. Proprio una delle giocatrici del team burraco, Sara Bonifacio, è una delle più attive sui social. Ha un amore infinito per il cane Pumba, è fidanzata con Lorenzo Benvenuti, cestista livornese che gioca a Forlì. Prima di impegnarsi solo con il volley suonava il piano. È nata ad Alba, il papà lavora alla Ferrero e la madre è nigeriana. Ma in Africa è stata solo una volta. La sua famiglia è sparsa in tutto il mondo, tra gli Stati Uniti e Londra.

ANIMALI E PORTAFORTUNA - Passione cani anche per Alessia Orro e per Cristina Chirichella che al suo Chichi ha persino dedicato un profilo Instagram. Amante del risotto al gorgonzola, un anno fa si è iscritta alla cattolica di Milano a scienze motorie. Ha come portafortuna un corno rosso, si rilassa camminando all’aria aperta e cucinando spaghetti cozze e vongole. Anna Danesi è invece dottoressa in scienze motorie, le mancano quattro esami per la specialistica, il quint’ultimo lo ha dato prima della partenza per Tokyo, tanto per non farsi mancare niente. La capitana azzurra, Miriam Sylla, sembra sia molto brava con il pollo con le patate, condivide sui suoi social ricetti e allenamenti e ha la famiglia in Lussemburgo. “Da due anni non vedo papà, che lavora sui treni, mio fratello e mia sorella. La famiglia mi manca e a 25 anni ho perso un cardine: la mamma è… la mamma. Ed è morta tra le mie braccia”.

LACRIME E VITTORIE - Al Corriere della Sera ha raccontato: “Papà era arrivato a Bergamo. Dormiva alla Caritas. Ma faceva freddo e mio zio soffriva: così si trasferirono al Sud. Una sera quella signora, rientrando a casa in macchina, vide mio padre e lo aiutò. Lui cominciò a lavorare per la famiglia, poi mia mamma lo raggiunse: quando nacqui io, queste due persone si affezionarono. Alla nursery facevano vedere a mia nonna tutti i bimbi bianchi. E lei: “No, è quella lì”. L’infermiera strabuzzava gli occhi…”. Oggi quelle persone sono i suoi nonni speciali e Miriam li considera fondamentali nella sua vita. Vita scandita dalle canzoni di Fiorella Mannoia: “Sono andata ai suoi concerti: trasmette energia, positività, forza. Mi piacerebbe assomigliarle”. In fondo era proprio lei che cantava: “Siamo così, è difficile spiegare…”. Sylla e le sue compagne ci sono riuscite, spiegando a tutti come ci si rialza da un fallimento (Tokyo) e si arriva sul tetto d’Europa.

Fonte: https://www.gazzetta.it/fitness/allenamento/08-09-2021/italvolley-donne-tutte-curiosita-campionesse-d-europa-2021-4201063078037.shtml

Vincenzo
Vincenzo Medico Chirurgo, Psicoterapeuta, Odontoiatra. Specialista ambulatoriale presso l’ASL Napoli 1 Centro. Coach professionista. Terapeuta EMDR.
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